Roma, i colori delle avanguardie romene. Al Vittoriano

Roma, i colori delle avanguardie romene. Al Vittoriano

Un mostra che promette sorprese “I colori delle Avanguardie. Arte in Romania 1910 – 1950”, allestita da oggi, 3 settembre…


Un mostra che promette sorprese I colori delle Avanguardie. Arte in Romania 1910 – 1950”, allestita da oggi, 3 settembre fino al 15 ottobre al . In esposizione 74 dipinti provenienti da importanti musei della Romania che ripercorrere la produzione di 24 maestri delle Avanguardie romene.

“Anziché indulgere in una selezione pedante e purista che estrapolasse le opere dell’avanguardia dal loro contesto storico, quello variegato e ricco dell’arte romena della prima metà del XX secolo, questa mostra comprende un fenomeno storico e culturale straordinariamente denso e complesso, quello della coabitazione, della tensione, della discordia e delle influenze reciproche tra modernismo, avanguardismo e tradizionalismo nel periodo tra le due guerre mondiali.” Afferma il curatore, Erwin Kessler.

La compresenza e la contaminazione reciproca tra l’innovazione dell’avanguardia e il modernismo appassionatamente conservatore e tradizionalista dell’arte nazionale costituirono l’elemento di base dell’arte romena del periodo tra le due guerre mondiali e rappresentarono anche lo sfondo su cui dopo il 1945 si sarebbe registrata la chiusura estetica e la fusione con l’arte di propaganda del realismo socialista.

Nelle quattro sezioni della mostra ecco allora gli esponenti del modernismo classico e dell’avanguardia che adottarono uno stile figurativo e si fecero portavoce di posizioni ideologiche progressiste, che spaziavano dal socialismo sentimentale all’anarchia critica ed estetizzata. E poi quegli artisti che invece andarono a rappresentare le peculiarità profondamente nazionali dell’arte modernista e d’avanguardia. E i pittori che trasposero sulla tela le preoccupazioni legate allo sviluppo della città industriale e dei suoi aspetti meccanici, alienanti e seducenti al tempo stesso e, alla fine del viaggio, tre delle ultime opere di M. H. Maxy e Mattis-Teutsch che abbandonano le sperimentazioni (cubiste e costruttiviste per l’uno, astratte per l’altro) per addentrarsi, dopo la seconda Guerra Mondiale, verso forme di realismo.

Nicolae Tonitza Donne al cimitero Women at the Graveyard 1920 - Museo Nazionale d’Arte, Bucarest
Apcar Baltazar I vagabondi The Tramps 1907 - Museo Nazionale d’Arte, Bucarest
Theodor Pallady Nudo in interno Nude in Interior 1939-1947 - Museo Nazionale d’Arte, Bucarest
Corneliu Michăilescu Interno di studio Interior of the Atelier 1928 - Museo Nazionale Brukenthal, Sibiu
Marcel Iancu Ritratto di ragazza Woman Portrait 1930 - Museo d’Arte, Costanza
Max Herman Maxy Ritratto di contadino Peasant Portrait 1931 - Museo Nazionale d’Arte, Bucarest
Hans Mattis-Teutsch Composizione Composition 1925 - Museo di Arti Visive, Galaţi
Victor Brauner La fiamma blu The Blue Flame 1934 - Museo Ţării Crişurilor, Oradea
Francisc Şirato Il venditore di tappeti The carpet seller 1926 - Museo Nazionale d’Arte, Bucarest
Ion Ţuculescu La notte delle acacie The Night of the Accacias 1940 - Museo d’Arte, Craiova
Victor Brauner Testa e due pugili Head and boxers 1925-1929 - Museo regionale delle Porte di Ferro, Drobeta Turnu Severin




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