Rivoluzione culturale a Milano

Rivoluzione culturale a Milano

In concomitanza con l’articolo “Milano, il primato culturale che non c’è”, pubblicato su Daring, il Giornale dell’Arte ha riportato un’…


In concomitanza con l’articolo “Milano, il primato culturale che non c’è”, pubblicato su Daring, il Giornale dell’Arte ha riportato un’ intervista all’assessore alla Cultura della città Massimiliano Finazzer-Flory sul programma in elaborazione per il 2009. Interessanti le premesse che puntano alla  riorganizzazione del sistema museale cercando di fornire un impulso consistente al sistema dell’arte contemporanea. L’assenza di un museo è questione al centro del dibattito ove pare sia stato aggiunto un tassello per chi ancora non ne fosse al corrente: è stato deciso che un museo di arte contemporanea nascerà nell’area dell’ex Fiera Milano , su progetto di Daniel Libeskind. Per ora non possiamo anche pretendere di avere informazioni su tempistiche o certezze di altro genere. Nell’attesa che tale istituzione sia operativa, è in programma per la città lo sviluppo di un distretto culturale “che sappia offrire ai milanesi, specie durante i weekend, un luogo per la partecipazione culturale pari a Londra, Parigi e New York”. Un primo distretto sarà costituito da un polo scientifico, con il Museo di storia naturale e il Planetario e il polo culturale, con il Pac di Via Palestro. A questa prima realtà si aggiungerà un sistema integrato che riunirà il Pac, la Rotonda della Besana, il Palazzo della Ragione, l’Hangar Bicocca e almeno un’esposizione annuale contemporanea presso Palazzo Reale. Il punto più articolato della riforma culturale prevista da Finazzer-Flory riguarda anche “il ripensamento della categoria di modernità. Intendo integrare tutte le istituzioni, museali e non, che si occupano di Ottocento, unendole sotto l’unica sigla di Gam, in quanto Galleria d’arte della Modernità” ha dichiarato l’assessore alla Cultura. Ecco che allora chiameremo la GAM 1, la Pinacoteca di Villa Reale di Via Palestro; la GAM 2, la Pinacoteca di Palazzo Dugnani; la GAM 3, comprendente l’attuale Museo del Risorgimento dedicato a ricordi e cimeli, mentre il Museo di Storia Contemporanea sarà la nuova GAM 4. Infine la GAM 5 sarà dedicata alla fotografia, basandosi sulle raccolte del Civico archivio fotografico e della Bertarelli.
Cosa ne pensate del “piano d’azione” illustrato? Punti forti? Debolezze?





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