“Ripartiamo dall’immaginario, dalla radice quadra di meno uno” intervista a Francesco Cordio

“Ripartiamo dall’immaginario, dalla radice quadra di meno uno” intervista a Francesco Cordio

di VIRGINIA ZULLO


Francesco Cordio è l’autore di un bellissimo film documentario Lo Stato della follia dedicato alle condizioni terribili in cui vivono le persone rinchiuse negli OPG, Ospedali psichiatrico giudiziari. Lo stato di maggiore degrado dal punto di vista igienico sanitario della cura e del trattamento degli ospiti di queste strutture lo troviamo nell’OPG di Aversa. Le misure prese dallo Stato sono a dir poco risibili, scandalose, dimostrando un’assoluta cecità da parte delle istituzioni nel cercare di alleviare la sofferenza di individui già toccati  dal disagio psichico. La risibilità dello stato italiano si mostra nei continui rimandi alla decisione della chiusura di queste atroci strutture.

Storicizziamo la questione:
Nel 2011, il decreto legge 22 dicembre 2011, n. 211, successivamente convertito in legge 17 febbraio 2012, n. 9, aveva disposto all’art. 3-ter la chiusura delle strutture per la data del 31 marzo 2013. Tale norma fu adottata dopo un’indagine parlamentare che accertò le condizioni di estremo degrado degli istituti e la generalizzata carenza di quegli interventi di cura che avevano motivato l’internamento.

In proposito la stessa legge prevede poi che le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell’assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all’interno delle strutture i cui requisiti sono stabiliti con D.M. emanato dal Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro della giustizia, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.

Il 17 gennaio 2012 la Commissione giustizia del Senato ha approvato all’unanimità la chiusura definitiva degli OPG entro il 31 marzo 2013. Il decreto legge 25 marzo 2013 n. 24 ha poi prorogato tale chiusura al 1 aprile 2014. Ancora una volta, tuttavia, il termine originariamente disposto non è stato rispettato, e lo stesso 1 aprile il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato “con estremo rammarico” un decreto legge che fissa al 30 aprile 2015 la data entro la quale dovranno essere chiuse queste strutture.

-Con il tuo film hai sollevato un velo su una realtà agghiacciante, come ti spieghi la cecità delle istituzioni ?

Ho fatto delle ipotesi, la prima è che chiaramente il fatto di non vedere ti fa ignorare. Spesso i radicali negli ultimi anni hanno sollevato la questione degli OPG ma è rimasta sempre una battaglia persa. Questa volta, e lo dico senza timore di essere smentito, il contributo delle immagini è stato indispensabile,  le immagini hanno avuto un impatto importante, un peso fondamentale. Il merito va riconosciuto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale chiese al Presidente della Commissione d’Inchiesta Ignazio Marino di filmare ciò che aveva visto. Quell’orrore andava mostrato anche agli altri colleghi senatori, così sono stato chiamato per documentare ciò che accade in questi luoghi.

Le riprese sono poi finite negli atti della commissione d’ inchiesta e così tutti i senatori e deputati hanno potuto vedere , il ministro della sanità e il ministro della giustizia messi alle ” strette”, messi di fronte alla realtà , non hanno potuto più ignorare e quindi si è realizzato un emendamento alla legge “svuota carceri” che prevedeva la chiusura dei 6 OPG. In fondo il numero di questi detenuti è un numero esiguo, si tratta di poco più di mille persone e probabilmente, senza fare facile demagogia, non hanno un grande appeal elettorale. Immagino che i politici abbiano ritenuto che non valesse la pena sollevare un polverone per queste persone, impegnarsi per una battaglia che spaventerebbe la popolazione. Non vi erano interessi.

-Nel documentario si vede anche l’imbarazzante posizione della Lega Nord e di Giovanardi verso il problema, era una posizione imbarazzante …

La cosa paradossale è che il senatore della Lega che ha assistito alla visione del documentario e che faceva parte della Commissione era assolutamente favorevole alla chiusura degli OPG, le cose sono cambiate quando si è trattato di votare la legge, questo senatore pur di non mettersi contro il suo movimento è uscito dall’aula.

-Però il modello di Castiglione delle Stiviere è un modello positivo ?

In una ipotetica classifica, che non vorrei mai fare, Castiglione delle Stiviere è un modello positivo, ma il problema è a monte, non dovrebbero cioè mai più esistere  strutture del genere. Il numero degli psichiatri è al di sotto delle necessità, e soprattutto vi è lo scandalo delle misure di sicurezza che non prevedono un limite nella durata dell’internamento.

-In un  suo seminario lo psichiatra e psicanalista francese Jaques Lacan  diceva che  la psicosi può essere curata solo con l’ amore.

Purtroppo le persone che lavorano in un ospedale giudiziario hanno spesso mostrato cinismo, negando quasi la realtà, abolendo completamente il rapporto umano, quasi come se dal momento in cui entri lì dentro non sei più una persona e quindi non hai neanche  titolo per ricevere amore, diventando  un numero. A volte poi ci sono dei casi eccezionali come quegli agenti di polizia penitenziaria che si sostituiscono completamente alla figura dello  psichiatra, del padre o del  fratello, che si fanno coinvolgere e li aiutano.

-Quale potrebbe essere la soluzione secondo te?

La soluzione è solo una: ascoltare le persone, ancora prima di amare… ascoltare è fondamentale. È un appello più che allo stato alla psichiatria. Gli psichiatri somministrano quantità enormi di medicine invece di ascoltare. Molti erano completamente sedati e quindi non riuscivano neanche a parlare.

-Vi sono però anche realtà positive?

L’esempio di Trieste è illuminante: ci sono quattro presidi sanitari con una possibilità  di accoglienza h24 e al primo sentore di un malessere, di uno scompenso è semplice recarsi lì ed avere la certezza che ci sarà qualcuno ad accoglierti, ad ascoltarti e ad aiutarti..

-A Trieste tutto è stato reso possibile grazie alla famosa legge Basaglia che prevedeva la chiusura dei manicomi?

Si ottima legge che però dimenticò gli OPG.

-Come ti spieghi questa grave dimenticanza?

Me la spiego pensando che forse si temette una caduta d’immagine, non vollero mettere  un carico ulteriore. Ebbero paura anche loro dei matti pericolosi…. come li ha definiti  Giovanardi.

-Nel tuo film c’è  un  attore, Luigi Rigoni, che ha vissuto l’orrore dell’OPG e che dice nel finale del tuo film dice questa frase : “Ripartiamo dall’ immaginario dalla radice quadra di meno uno”

Si lui è un uomo dotato di grande ironia, cinismo ed intelligenza oltre ad essere un bravissimo attore.

-Che cosa  ti ha lasciato questo film ….

Ho faticato a prender sonno per mesi e ora l’unica speranza è che quelle persone possano uscire da quei posti ….ho un grande rammarico per chi non c’è più. Penso ad un giovane che intervistato dice questa frase: “l’ uomo è un animale che può abituarsi a tutto ma qui è messo a dura prova”, era dentro per una tentata aggressione ai genitori , si è suicidato qualche mese dopo il nostro incontro. A lui e a tutti quelli che non ce l’hanno fatta ho dedicato il documentario.

http://www.lostatodellafollia-ilfilm.it

http://www.francescocordio.it

Prossime proiezioni

22 settembre Milano Cinema Beltrade

24 settembre Perugia Cinema Méliès

24 settembre Brescia Cinema Eden

25 settembre Belluno





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