Quel Picasso comprato con le tasse dei napoletani

Quel Picasso comprato con le tasse dei napoletani

Gli Stati Uniti hanno bloccato la vendita di un Picasso del valore di 11.5 milioni di dollari su richiesta dell’autorità giudiziaria italiana, che ha accusato i proprietari del dipinto di frode e appropriazione indebita


Ciotola di frutta e coppa“, un dipinto cubista del 1909, era stato messo in vendita privata a New York, ma
quando le autorità italiane hanno appreso della vendita imminente hanno esortato il governo degli Stati Uniti a intervenire, e così il Dipartimento di Giustizia ha sequestrato l’opera.

La proprietaria del dipinto, Gabriella Amati e il suo defunto marito, Angelo Maj, sono accusati dalla Procura di Milano per reati fallimentari e di essersi appropriati di entrate fiscali destinate al Comune di Napoli.
Secondo i pubblici ministeri, Amati e Maj, con l’aiuto di un funzionario corrotto, avrebbero orchestrato una serie di truffe, sottraendo entrate fiscali attraverso contratti di servizio fraudolenti per 44 milioni di euro. Quando nel 2011 i coniugi vennero arrestati, subirono il conseguente sequesto di parte dei loro beni, ma il Picasso misteriosamente sparì. E  altrettanto misteriosamente è ricomparso a New York.
Agenti che lavorano per la US Immigration and Customs (Ice) hanno trovato e recuperato il dipinto che era stato messo in vendita il 21 maggio. Il Dipartimento di Giustizia ha quindi preso in custodia l’opera dopo che il giudice dipartimentale di New York, Loretta Preska, ha firmato un ordine restrittivo a seguito della richiesta formale del governo italiano. L’ordinanza vieta la rimozione, la vendita o la disposizione del quadro di Picasso.
Trattenere questa opera preziosa è uno sforzo per aiutare a recuperare parte dei 44 milioni dollari che questa coppia ha rubato ai cittadini che pagano le tasse a Napoli“, ha detto il direttore dell’Ice, John Morton.

Il Picasso va così ad aggiungersi ai 7150 manufatti di provenienza illecita che dal 2007 sono stati recuperati negli USA in arrivo da 26 paesi, tra dipinti, preziosi manoscritti, e una lunga sfilata di artefatti archeologici. (a.d)

 





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