Quei Picasso a rischio distruzione

Quei Picasso a rischio distruzione

E’ possibile distruggere deliberatamente le opere di Pablo Picasso? E’ la domanda che affligge il governo di Oslo in questi mesi


Il cuore dei norvegesi sanguina ancora per gli attacchi terroristici perpetrati da Anders Breivik, nel luglio del 2011 e culminati con la morte di 77 persone, in maggioranza giovani.  Nel corso di quella mattinata di lucida follia il terrorista piazzò anche nel cuore di Oslo un’autobomba che portò al danneggiamento di due edifici del governo norvegese il Regjeringskvartalet . Edifici che oggi potrebbero essere distrutti, ma a rendere difficile la decisione è la presenza, sulle pareti progettate dall’architetto Erling Viksjo, di due opere murali di Pablo Picasso. “I Pescatori” , sulla parete dell’edifico Y è l’opera che ha subito meno danni dall’attacco, è pressoché integra. Fu realizzata nel 1970 dall’artista norvegese Carl Nesjar su disegni di Pablo Picasso. Nesjar e Picasso hanno lavorato insieme per 17 anni, portando a compimento numerose sculture e decorazioni di edifici in tutto il mondo. Molte delle opere d’arte che realizzavano assieme sono fatte allo stesso modo dei “Pescatori”: i motivi venivano disegnati da Picasso e “sabbiati” da Carl Nesjar sulla facciata di cemento.

La soluzione per salvare i due lavori sembrerebbe a portata di mano; com’è d’uso fare per gli affreschi collocati in contesi non più sicuri, si potrebbero staccare le opere, che sono inglobate nel calcestruzzo, e portarle in un museo. Ma Jorn Holme, direttore del patrimonio culturale norvegese ha dichiarato nei giorni scorsi a Le Monde che “se questi edifici fossero demoliti e gli affreschi reintegrati in altri luoghi, non sarebbero più le opere concepite da Picasso“. Discorso formalmente ineccepibile che apre la strada ad un’altra soluzione, costosissima: recuperare i due edifici. (a.d)

Regjeringskvartalet, Nygaardsvolds plass





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