Quale Città?

Quale Città?

Inizia nella giornata di oggi il progetto Quale Città? con l’installazione di Tamara Ferioli, artista affiliata alla MG Art. Il…


Inizia nella giornata di oggi il progetto Quale Città? con l’installazione di Tamara Ferioli, artista affiliata alla MG Art.

Il progetto nasce da una chiaccherata amichevole. Mediante le parole in libertà di Luisa Cevese e Luigi Cerutti. Il desiderio è quello di aprire una riflessione accurata su alcuni temi controversi della società umana. La struttura, tipicamente, è propedeutica alla funzione. Il corpo umano, ad esempio, inteso come la struttura ossea e organica, è il frutto di una evoluzione che ha garantito il miglioramento della funzionalità. In quest’ottica la città, che è la struttura sociale più diffusa, anche se niente affatto l’unica, dovrebbe assumere tratti e caratteristiche propedeutiche alla creazione di un valore culturale forte. Lo scheletro della metropoli dovrebbe plasmarsi per favorire il reperimento dell’informazione, la condivisione dell’idea. Alla base di questo vi è la convinzione che il contenitore abbia un ruolo preminente nella vita e nello sviluppo del contenuto. A questo proposito si è deciso di dare la possibilità ad undici artisti, uno per mese (escluso Agosto), di esporre il proprio pensiero in relazione allo scheletro sociale migliore per la produzione di un valore culturale. Lo spazio con il quale si troveranno a dialogare è, di per se stesso, fortemente connotato nella metropoli. Una vetrina. Quattro metri quadrati, illuminati crudemente da due neon, nel cuore pulsante di Milano. In Via San Maurilio, 3. All’interno di un androne, averno protetto eppure perennemente in vista, troverete gli undici tentativi di mettere in relazione la cultura con il paesaggio in cui ha visto la luce. Non sappiamo cosa questa inchiesta sociale evidenzierà. Se il bisogno di costituzione di spazi comuni. Se la tendenza ad un isolamento. Oppure al ritorno alla natura, intesa come recupero di una tradizione. O ancora la negazione della nostra stessa tesi e la convinzione che l’atto creativo è definitivamente apriori, generato da forze esogene da noi ed infinite. Quello di cui possiamo parlare è sotto i vostri occhi, da ora. La domanda è stata posta.

La prima opera è Animanimalia_Pocket Wind di Tamara Ferioli.

Ferioli è un’artista dal tratto esile. Il suo dove creativo è un luogo molto piccolo, ristretto ed inarrivabile. Inviolabile. La città è emerginante, una madre dalla quale è complesso emanciparsi. Gli oggetti, il minuto ciarpame, i capelli e le unghie recitano nel suo universo ruoli profetici. Portano, con le loro pesanti eredità, sulla schiena parole gravose. Il sostrato del bulbo pilifero o della traccia indelebile consiste nell’eco che questo ha nel cuore di Tamara. La sua città non può che essere luogo dell’essere. Leggera e sublime proiezione. Evanescente averno rimpicciolito.

Seguiranno informazioni sui prossimi (dieci) artisti in esposizione e gli eventi collaterali alla collettiva.




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