Prato, alla scoperta della cattedrale di Santo Stefano

Prato, alla scoperta della cattedrale di Santo Stefano

Mille anni di storia e di arte, anno più, anno meno, s’inseguono e si sovrappongono nella basilica di Santo Stefano,…


Mille anni di storia e di arte, anno più, anno meno, s’inseguono e si sovrappongono nella basilica di Santo Stefano, a Prato, un deposito di bellezza forse poco conosciuto a più, ma che rende il luogo sacro un verio e proprio percorso nell’arte di svariati secoli.

E se La Porta della Luce, realizzata dal maestro Pino Spagnolo,

Giovanni Pisano, Madonna col bambino

è l’ultimo capolavoro di arte contemporanea che è andato ad arricchire la cattedrale, altre opere contemporanee, come l’altare in marmo bianco realizzato da Robert Morris, si affiancano ai capolavori dei maestri del medioevo e del Rinascimento : Andrea Della Robbia, Donatello, Michelozzo, Agnolo Gaddi, Giovanni Pisano, Maso di Bartolomeo, Mino da Fiesole, Antonio Rossellino, Ridolfo Ghirlandaio, Paolo Uccello, Benedetto da Maiano, fino a giungere alla straordinaria Cappella Maggiore con le Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista di Filippo Lippi.

La Cattedrale di Santo Stefano, le cui origini risalgono al V secolo, ha dunque seguito in parlallelo lo sviluppo e la crescita della città di Prato arricchendosi nel tempo delle opere dei maestri più celebrati, la facciata trecentesca, gli affreschi di Angolo Gaddi sulle Storie della Vergine e della Cintola datati 1392,  e, quindi, nel secolo successivo i cicli di affreschi di Paolo Uccello e Filippo Lippi.

E’ datato tra il 1428 ed il 1438 il pulpito, opera di Donatello e Michelozzo in marmo, bronzo e mosaico. Fino al 1970 è rimasto collocato sul fianco sud-est della cattedrale di Prato poi che le insidie dell’inquinamento hanno consigliato di rimuoverlo sostituendolo con dei calchi (i rilievi orginali sono oggi nel Museo dell’Opera del Duomo). Caro alle memorie della città, perché dal pulpito si faceva e si fa tutt’ora più volte l’anno l’ostensione pubblica della reliquia della Sacra Cintola della Madonna, custodita a Prato sin dall’XII secolo. Tradizione vuole che fu donata a San Tommaso dalla Vergine nel momento dell’Assunzione.
Nel parapetto del pulpito Donatello ripropone le forme di un tempietto circolare con pilastrini scanalati che lo dividono in sette riquadri, all’interno dei quali si intreccia la danza dei gruppi di angeli festanti.

Nemmeno 20 anni dopo ed ecco che la Catterdale s’impreziosisce con un altro capolavoro: il ciclo di affreschi della Cappella Maggiore realizzato da Filippo Lippi a partire dal 1452.A raccontare scene della vita di Santo Stefano e San Giovanni battista, figure

Museo diocesano, il Chiostrino

monumentali ed eleganti avvolte in vaporosi penneggi, che furono studiate a lungo da Michelangelo e apprezzate da innumerevoli artisti.
Un concentrato di secoli d’arte  è invece la cappella che custodisce la sacra Cintola; l’altare settecentesco è adornato con un rilievo di uno dei maestri del ‘900 italiano,  Emilio Greco; ed a coronare il tutto un’opera del ‘300, la famosa Madonna col Bambino di Giovanni Pisano. A proteggere la cappella una preziosa cancellata in bronzo con quadrilobi e fregi, opera di Maso di Bartolomeo e Pasquino da Montepulciano, uno dei migliori esempi del genere conservatisi fin dal Rinascimento.

Ma il viaggio tra i tesori della Cattedrale di Prato non si esaurisce qui. Una visita la merita tutta l’attiguo  Museo dell’Opera del Duomo, in cui sono conservati importanti sculture, paramenti sacri, sezioni di polittici, dipinti dal XIII agli inizi al XVII. Qui si può ammirare, tra l’altro, il pulpito di Donatello.

Paolo Ucello, Natività della Vergine (Immagini Cuortesy, Fototeca Ufficio Beni Culturali Diocesi di Prato)
Filippo Lippi, Celebrazioni delle Reliquie di Santo Stefano
Filippo Lippi, Nascita del Battista, Imposizione del nome
Filippo Lippi, Salomè riceve la testa del Battista;
Donatello, Parapetto del Pulpito esterno del Duomo di Prato, Museo dell'Opera del Duomo di Prato. (Immagini Cuortesy, Fototeca Ufficio Beni Culturali Diocesi di Prato)
Piero di Lorenzo, Madonna col Bambino tra i Santi Giusto e Clemente, Museo dell'Opera del Duomo di Prato. (Immagini Cuortesy, Fototeca Ufficio Beni Culturali Diocesi di Prato)
Sala del Pulpito, Museo dell'Opera del Duomo di Prato. (Immagini Cuortesy, Fototeca Ufficio Beni Culturali Diocesi di Prato)





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