Pompei, torna alla luce una scritta elettorale di 2mila anni fa

Pompei, torna alla luce una scritta elettorale di 2mila anni fa

Coi suoi 67 ettari, 49 soli dei quali scavati, il sito di Pompei può riservare ancora un’infinità di sorprese … e non tutte negative


Negativo è l’episodio che ha portato all’ultimo ritrovamento pompeiano, una porzione d’intonaco si sbriciola a causa della pioggia sullo stipite all’ingresso della casa cosiddetta dei Postumii, lungo la via dell’Abbondanza, e una nuova iscrizione elettorale riemerge dalla notte dei tempi. L’iscrizione è lacunosa in quanto era sottoposta ad un frustulo d’intonaco che ancora ricopriva in piccola parte il setto murario, ma è stato ugualmente possibile interpretarla. E’ un manifesto a lettere rosse in favore di un candidato, Lucio Ceio Secondo, attivo in età flavia, di cui probabilmente si propugna l’elezione ad edile. Tale candidatura fu coronata da successo, dal momento che negli ultimissimi anni di Pompei, forse proprio nel 79, si presentò per l’elezione a duoviro. L’intonaco steso all’ingresso della casa e che aveva ricoperto l’iscrizione era stato quindi posto solo pochissimi anni prima della fine della città. I restauratori della soprintendenza stanno ora provvedendo al consolidamento dei resti delle lettere dipinte per assicurarne la conservazione.

Le iscrizioni di Pompei, talvolta semplici e volgari graffiti di strada, rappresentano un prezioso patrimonio di conoscenza per gli storici che attraverso di esse sono riusciti e recuperare la conoscenza di molteplici aspetti della vita quotidiana dei pompeiani e più in generale della gente del I secolo dopo Cristo. D’altronde l’eccezionalità di Pompei sta proprio nell’aver tramandato ai posteri la semplice e “banale” vita d’ogni giorno. Quella vita che l’eruzione del Vesuvio, nell’agosto del 79 dopo Cristo cristallizzò nel tempo, tranne poi restituirla 1700 anni dopo.

(g.m)

 





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