Pompei, spiragli di luce tra la lava

Pompei, spiragli di luce tra la lava

E’ estate e abbiamo voglia di buone notizie, anche su Pompei. La visita ieri, dei ministri Bray e Trigilia al sito archeologico vesuviano è una buona notizia di per sé, segnando un’attenzione politica per questo bene dell’Umanità che, pur giungendo in ritardo, (e non per colpa dei suddetti ministri) lascia intravedere spiragli di luce


Nelle prossime settimane a Pompei apriremo dieci domus fino ad oggi chiuse, grazie a nuovo personale” twittava in mattinata il ministro dei Beni e delle Attvità Culturali e del Turismo, Massimo Bray, in visita agli Scavi vesuviani col ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, per fare il punto della situazione sullo stato d’avanzamento del Grande Progetto Pompei  per il quale l’Europa ha stanziato 105 milioni di euro, 50 dei quali, promessa di ministri, “saranno stanziati entro l’anno”. Il tutto alla presenza di un sit in di cittadini pompeiani infuriati per la crisi economica e dei funzionari e dirigenti della soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che hanno relazionato ai due membri del governo sullo stato delle cose.

massimo bray “Dobbiamo tutti dimostrare che il progetto Pompei è un progetto con cui vinceremo questa sfida rispetto agli impegni che abbiamo preso con l’Europa”, ha sintetizzato Bray, dopo la visita e dopo aver twittato su un altro punto centrale della grande questione: “Uno dei punti qualificanti del Progetto #GrandePompei sarà il controllo di legalità sugli appalti”, ha scritto. E qui la sfida è ancora più ardua di quella contro il tempo e i decenni d’incuria, la scarsità di mezzi, i secoli di svogliatezza politica, la crisi, i mille e mille problemi tecnici che un sito grande e complesso come quello di Pompei comporta. Ma siamo in estate e abbiamo voglia di buone notizie, e a darcele è l’Unesco che dopo averci bacchettato nelle settimane scorse  ci rassicura attraverso Giovanni Puglisi, presidente Commissione nazionale, per cui il titolo di Patrimonio dell’Umanità per Pompei non sarebbe a rischio: “La presenza oggi qui dei due ministri Bray e Trigilia e della Commissione parlamentare per quanto mi riguarda mi ha dato la certezza che il livello di attenzione e di monitoraggio e al massimo. L’Unesco questo aveva bisogno di sapere e questo oggi registra“, ha affermato Puglisi.

Intanto il Grande progetto Pompei, pur promettendo di porre un freno al degrado e di accrescere la fruibilità del sito, visitato ogni anno da oltre due milioni di persone (2.350.000 nel 2012) certo non sarà la soluzione definitiva alle mille problematiche che la tutela, la salvaguardia, la promozione e la fruizione del sito richiedono. E allora ben vengano i cittadini (o le aziende) di buona volonta: “Nessuna preclusione” nei confronti dell’intervento di privati a favore degli Scavi archeologici di Pompei e di chi “vuole partecipare alla valorizzazione del nostro patrimonio”, ha  aggiunto Bray. Resta da vedere se la durata del governo gli consentirà di mettere a punto quei provvedimenti annunciati alle commissioni cultura di camera e senato per favorire il sopraggiungere dei privati.

Ma la crisi morde e Pompei non può essere considerata un peso. E così mentre Casaleggio paventa scenari di rivolta e il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, non solo gli dà ragione ma preconizza che la sollevazione partirà proprio da Napoli, il ministro Trigilia indica una strada:  “Pompei in un paese civile sarebbe motore del Pil – e aggiunge – è un esempio delle grandi potenzialità del Sud che non sono ancora adeguatamente sfruttate e che dobbiamo sfruttare con una strategia adeguata”. Siamo d’accordo, ma fate presto. (a.d)  





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