Pompei, la Fondazione CittàItalia recupera un prezioso affresco

Pompei, la Fondazione CittàItalia recupera un prezioso affresco

Negli scavi di Pompei, un’altra inaugurazione andrà aggiungersi, domani (ore 12), a quella della mostra “Pompei e il Vesuvio. Scienza,…


Negli scavi di Pompei, un’altra inaugurazione andrà aggiungersi, domani (ore 12), a quella della mostra “Pompei e il Vesuvio. Scienza, conoscenza ed esperienza”. Dopo circa tre mesi di lavori, si è infatti concluso il restauro di un prezioso dipinto murale del I secolo d.C della Casa della Fontana Piccola. Si tratta, in ordine di tempo, dell’ultima operazione di “salvataggio” conclusa dalla Fondazione CittàItalia che da anni è in prima linea per sensibilizzare i cittadini e coinvolgerli nella tutela del patrimonio culturale nazionale e nella raccolta di fondi per il restauro di opere d’arte a rischio.

“In tempi così difficili, solo il contributo e la partecipazione di tutti può consentire di promuovere la bellezza dell’Italia – dichiara Ledo Prato, Segretario Generale della Fondazione CittàItalia – Restituire questa straordinaria opera a Pompei e a tutti coloro che amano l’arte e questo sito unico al mondo, ci riempie di orgoglio e soddisfazione e ci incoraggia ad andare avanti, proponendo sempre nuove iniziative per coinvolgere i cittadini nella salvaguardia del patrimonio culturale che appartiene a tutti”.

La decorazione pittorica del dipinto restaurato è costituita da un registro decorativo superiore, di colore rosso, di uno zoccolo giallo e di un pannello centrale raffigurante un paesaggio marittimo animato da personaggi, elementi architettonici e alberi.  L’affresco si è presentato alquanto malmesso agli occhi del restauratore Francesco Esposito, che ha eseguito i lavori con la supervisione della soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e in particolare dell’archeologo Ernesto De Carolis.  Numerosi erano i distacchi dell’intonaco dal supporto murario, mentre sulla superficie dipinta le infiltrazioni di umidità provenienti dall’esterno avevano provocato fenomeni di disgregazione progressiva dell’intonaco, la formazione di sali di vario spessore e incrostazioni superficiali sulla pellicola pittorica. Molte erano inoltre le stuccature in cemento, probabilmente realizzate durante un intervento degli anni’ 60, che alteravano la lettura dell’immagine.

Un particolare del dipinto
La casa della fontana piccola




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