Performer si mostra davanti all’Origine du monde di Courbet

Performer si mostra davanti all’Origine du monde di Courbet

L’artista visiva Deborah de Robertis ha reinterpretato l’opera di Gustave Courbet L’origine du Monde a suo modo. Replicando la posa della modella, la giovane performer lussemburghese s’è seduta a gambe divaricate davanti all’opera originale tra lo stupore e gli applausi del pubblico del Musée d’Orsay. La polizia l’ha sloggiata per esibizionismo in luogo pubblico


L’origine del mondo di Gustave Courbet nonostante sia opera datata 1866, solleva ancora clamori. Certo, quel primo piano non ha tanti piani di lettura alternativi a ciò che semplicemente si limita a mostrare: un sesso femminile. Ma per Deborah de Robertis, evidentemente ha ancora molto da dire alla contemporaneità. E così come riportato dal sito SecondSexe, giovedi, giorno dell’Ascensione, indossando un abito dorato e col sottofondo dell’Ave Maria di Schubert, sotto l’occhio incuriosito dei visitatori, l’artista s’è seduta sul pavimento quindi ha rivelato il suo sesso alla vista degli astanti. Intitolata The Mirror of origin, la performance voleva catturare “lo sguardo assente del sesso dipinto da Courbet” nei “frammenti di specchio” che sono i visitatori .

Un video dell’evento, prontamente rimosso da YouTube , mostra un primo intervento di un tutore dell’ordine che chiede alla donna di fermare la sua performance ma Deborah de Robertis non si tira indietro. Tra il pubblico, una persona grida, “No, no , no, no”, ma la sua indignazione è coperta dagli applausi di una parte dei visitatori che evidentemente apprezzava le prestazioni. Un guardiano s’è allora collocato di fronte all’artista cercando di nascondere la sua anatomia mentre altri addetti cercavano di evacuare la stanza. Deborah de Robertis ha commentato, sempre secondo quello che riferiscono alcuni media francesi, di non aver commesso un “atto impulsivo”, ma, al contrario,  estremamente ragionato. E risponde all’accusa di esibizionismo evocando “tutte queste donne: oggetti, modelli” esposte sulle “riviste patinate” che sono “inghiottite nella completa indifferenza di una società diventata cieca, che tuttavia decide di “tenere premuto il tasto per visualizzare“.  Cosa aggiungere, la de Robertis concettualmente non avrebbe neppure torto, concettualmente.





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