Paul Klee l’artista che voleva dipingere come un bambino. La mostra ad Aosta

Paul Klee l’artista che voleva dipingere come un bambino. La mostra ad Aosta

Dal 26 giugno all’11 settembre al Museo Archeologico Regionale di Aosta, Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di , un’innovativa mostra per raccontare…


Dal 26 giugno all’11 settembre al Museo Archeologico Regionale di Aosta, Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di , un’innovativa mostra per raccontare in 120 opere un tema cruciale del grande artista elvetico.

Dipinti, tecniche miste, disegni, di cui gran parte mai esposti prima in Italia nel percorso dell’esposizione che s’accentra su un corposo nucleo di opere provenienti dal Zentrum Paul Klee di Berna (dove successivamente si sposterà l’esposizione) che si completa con un nucleo di opere gravitanti intorno alla Fondazione Mazzotta e ad amici collezionisti, che costituisce la parte

klee4
Kind beim Früstück, 1939.275 Bambino durante la prima colazione Colore a colla su carta su cartone

italiana della mostra. Si tratta di un inserimento particolarmente significativo per documentare l’interesse che l’Italia ha mostrato verso uno dei maggiori artefici delle avanguardie.

I lavori esposti si sviluppano dal 1883, quando Klee bambino realizza i suoi primi schizzi, sino al 1940, anno della sua scomparsa.

 

L’attenzione di Paul Klee per l’arte infantile, argomento raramente trattato dagli artisti euripei, fatta eccezione per Jean Dubuffet, ha probabilmente una data d’inizio: il 1902. È in quel momento che l’artista ventitreenne riscopre casualmente i propri disegni d’infanzia conservati nella soffitta della casa di famiglia. Una lettera alla fidanzata Lily Stumpf è la testimonianza più cristallina di questa folgorazione, laddove definisce quei disegni che aveva realizzato fra i tra tre e i dieci anni come “la cosa più significativa fatta fino a quel momento“.

Per Klee richiamarsi all’infanzia non significa mitizzare l’età dell’innocenza quanto piuttosto tornare ad una fase primordiale, un momento magico nel quale la razionalità non interferisce con la creazione che diventa così un momento d’imprevedibilità, al di fuori di ogni tipo di programmazione. “I signori critici – scrive Klee – dicono spesso che i miei quadri assomigliano agli scarabocchi dei bambini. Potesse essere davvero così! I quadri che mio figlio Felix ha dipinto sono migliori dei miei.” E ancora: “Vorrei essere come appena nato, ignorare i poeti e le mode, essere quasi primitivo “.

Fondamentalmente, il segno dell’infanzia consente di andare oltre ogni forma di convenzione culturale per giungere a uno dei concetti base della sua ricerca: “L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile “.

Ehe-Jubilaeum
Ehe-Jubiläum, 1939.477 Anniversario di matrimonio - Zentrum Paul Klee, Bern, Schenkung Livia Klee

La mostra (nel titolo il termine “eiapopeia” evoca la ninna-nanna, ma anche la fantasia e la libertà espressiva) è introdotta da un disegno eseguito da Klee all’età di quattro anni, intitolato Bambin Gesù, e si conclude con una composizione del 1940, Uomo e albero, dove l’artista, con piena consapevolezza, tende ancora verso forme elementari mantenendo intatta l’ispirazione infantile.

Maschere, figure, famiglie, ritratti, paesaggi: l’energia creativa dell’infanzia attraversa una moltitudine di soggetti, trattati spesso con sarcastica ironia; e poi uno dei temi fondamentali di Klee: gli angeli, che per l’artista sono come i bambini – e come tali li disegna –  perché sia l’angelo sia il bambino sanno scoprire i segreti nascosti delle cose e appaiono in continuo divenire.

 

Una “chicca” della mostra sono le marionette realizzate da Klee per il figlio Felix tra il 1916 e il 1925. Un mondo immaginario realizzato con ogni tipo di materiale trovato per caso: frammenti di abiti usati,  gusci di noce, cartone, prese elettriche: un’infinita serie di assemblages che strizzano l’occhio con ironia alle avanguardie storiche, siano esse Dada o il Bauhaus. Nell’ambito della rassegna Andrea Comotti e Barbara Laurora, basandosi sul modello creato da Klee hanno realizzato una ricostruzione del teatro delle marionette. Inseriti nel percorso espositivo anche alcuni dei primi cortometraggi dei fratelli Lumière dedicati all’infanzia, in una relazione diretta con gli anni di formazione di Klee. In effetti la figura del bambino fa la sua prima apparizione nel cinema lo stesso giorno in cui esso nasce ufficialmente, cioè nella celebre serata del 28 dicembre 1895 organizzata dai fratelli Lumière a Parigi, al n. 14 di Boulevard des Capucines. In quell’occasione veniva proiettato il film La merenda del bambino, in cui quest’ultimo viene mostrato come una sorta di fenomeno da osservare per il divertimento degli adulti.Si legge nella presentazione Auguste e Louis Lumière e l’opera di Klee hanno in comune la necessità di entrare in relazione diretta con il mondo, e non è un caso che l’artista svizzero inserisca l’elemento temporale all’interno delle sue opere relazionandosi direttamente con il cinema. Tutto viene filtrato dall’azione, e Klee, nel 1906, sembra evocare talune sequenze dei primi cortometraggi: “Ci sono due povere bambine che si trastullano con le bambole. Niente filosofia, niente letteratura, soltanto linee e forme. ”

La rassegna è accompagnata da un catalogo in italiano e in francese, edito da Mazzotta, con saggi di Michael Baumgartner, Pietro Bellasi,  Alberto Fiz, Osamu Okuda, Juri Steiner.

kelee2
Assjel im Gehge, 1940 - Scolopendra nel recinto Pastello su cotone su cartone Zentrum Paul Klee, Bern

8763 copia MEDIA
Senza titolo. Bambola snodata, 1939 ca - Zentrum Paul Klee, Bern, Schenkung Livia Klee

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto