Pasolini a Matera: il Vangelo secondo Matteo torna nella città dei Sassi

Pasolini a Matera: il Vangelo secondo Matteo torna nella città dei Sassi

Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo – Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia. Dal 21 luglio al 9 novembre 2014 al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi, a Matera.


Da “vergogna nazionale” (così definì i Sassi Alcide De Gasperi, ma era il 1950) a quel set sotto un sole ‘ferocemente antico’, nel quale Pasolini intravide la Gerusalemme de Il Vangelo secondo Matteo. E poi Matera sito patrimonio dell’Umanità, e Matera come l’altra Gerusalemme, quella che Mel Gibson – emulando Pasolini, ma solo nella scenografia – vide per The Passion, nel 2004. E poi la Matera che tutti i materani vorrebbero, quella del riscatto totale, città capitale della Cultura nel 2019. E lo meriterebbe, perchè il recupero della città è cominicato proprio quando uomini di cultura ne hanno scoperto l’incanto.

E’ un attimo allora passare alla mostra di palazzo Lanfranchi il cui obiettivo è mettere a fuoco, la genesi del capolavoro pasoliniano e il rapporto del regista con la città di Matera, rapporto datato all’estate del 1964. <<L’occasione è preziosa – si legge nella presentazione –  per rileggere, attraverso la scelta di Pasolini e la vicenda del set principale nella città dei Sassi, un momento importante nella storia di Matera, negli anni della ‘vergogna nazionale’, dello svuotamento e abbandono degli antichi rioni, la cui popolazione venne trasferita nei nuovi quartieri della città ‘laboratorio’. In questi anni Matera, teatro di profonde contraddizioni, divenne meta privilegiata di artisti, fotografi, registi, documentaristi, antropologi, intellettuali, sociologi, architetti ed urbanisti, che con le loro testimonianze, spesso straordinarie, hanno contribuito a dar forma ad un’immagine della città e dell’intero Mezzogiorno>>.

La mostra, divisa in sei sezioni, racconta la storia e i luoghi del Vangelo in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni. Ricostruisce l’intero contesto del film presentando nell’ultima sezione, sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja. Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini e opere d’arte realizzate dai principali protagonisti del dibattito artistico dei primi anni Sessanta <<per aiutare a comprendere i nuovi orizzonti della scultura italiana negli anni in cui si guarda alle nuove tecniche d’immagine teorizzate da Giulio Carlo Argan e a Venezia la Pop-Art trova la sua consacrazione ufficiale>>.

Ogni sezione è introdotta da un narratore, primo dei quali è Goffredo Fofi (amico di Pasolini) e gode del supporto documenti originali, dipinti, disegni, fotografie, spezzoni cinematografici, interviste, materiale bibliografico ed oggetti tridimensionali (tra i quali la macchina da presa del regista e i costumi originali del film).

Aprono la mostra, nella Chiesa del Carmine all’interno di Palazzo Lanfranchi, le immagini di “Intellettuale”, di Fabio Mauri. La performance, presentata nel 1975 in occasione dell’inaugurazione della Nuova Galleria d’Arte Moderna di Bologna, vede lo stesso Pasolini trasformato dall’artista in uno “schermo umano” su cui è proiettato Il Vangelo secondo Matteo.

 

Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo – Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia. E’ una mostra curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella con Ermanno Taviani, la collaborazione di Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission. Un’appendice della mostra presso il MUSMA-Museo della scultura contemporanea. La mostra è posta sotto l’egida del Comitato Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto