Nuovi Uffizi: inaugurate le nuove sale per il Seicento fiorentino

Nuovi Uffizi: inaugurate le nuove sale per il Seicento fiorentino

Tempistica rispettata, un’inaugurazione ogni sei mesi per il progetto dei Nuovi Uffizi, e dopo le sale blu, quelle dedicate agli artisti stranieri, inaugurate nel 2011, e dopo quelle rosse che lungo il 2012 hanno riservato nuovi allestimenti per la raccolta del museo fiorentino dedicata al manierismo, ieri c’è stato l’ideale taglio del nastro delle sei sale gialle: quelle riservate al ‘600 fiorentino


Numerate dal 95 al 100, le sale dedicate alla pittura fiorentina del Seicento si trovano nell’ala di Levante degli Uffizi, sempre al primo piano, come le “sale rosse”, ma nell’ala opposta. Anch’esse sono state utilizzate per più di un secolo come depositi dell’Archivio di Stato, per poi ospitare sporadicamente mostre temporanee.

Superati il Verone e la sala numero 90, quella che ospita le opere di Caravaggio, alle nuove sale del Seicento si accede sia dalla sala 91 (di Bartolomeo Manfredi), sia dalla 93 (pittori caravaggeschi), mentre l’uscita avviene nella sala del bookshop del Piano Nobile che conduce allo scalone magliabechiano di uscita.

Con i lavori recentemente conclusi, questi ambienti sono stati consolidati, restaurati e dotati delle apparecchiature impiantistiche necessarie sia alla climatizzazione, sia alla sicurezza e antrintrusione.

Queste sale ospitano una selezione di dipinti del Seicento fiorentino ordinati in base ai soggetti: allegorie, nature morte, paesaggi, ritratti, pittura di storia di artisti come Jacopo Chimenti detto L’Empoli, Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci e altri. E’ inoltre stato mantenuto il criterio di introdurre una nota cromatica, un pannello colorato su cui esporre le opere più significative: in luogo del rosso cremisi caratteristico del Cinquecento mediceo, qui c’è il giallo ocra che riecheggia gli splendori delle tappezzerie barocche.

 

A differenza d’ogni altro allestimento degli Uffizi – dice Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi – la pittura del Seicento fiorentino non sarà ordinata destinando le sale alla produzione d’un artista o alla scansione cronologica. Stavolta, proprio per mettere in luce la qualità di quell’epoca, s’è pensato con Francesca de Luca (direttore del dipartimento competente) che sarebbe stato più proficuo esporre le opere sulla base dei soggetti figurati. Inoltre in queste nuove sale si potrà per la prima volta sperimentare quel giallo ocra che agli Uffizi sarà colore distintivo della pittura del diciassettesimo secolo. Colore ch’è stato scelto per l’evocazione (sottesa) di damaschi di miele su cui campeggiavano dipinti e cornici dorate nelle stanze di nobili dimore”.

E intanto si guarda alla prossima tappa: i due nuovi cantieri già ancora al secondo piano, che consentiranno a breve la riapertura di sei sale della Galleria storica, completamente restaurate, rinnovate e riallestite. (nuoviuffizi.it). (r.v)

 





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