New York, MOMA: cent’anni di modernità, cent’anni di design nei nuovi allestimenti del museo

New York, MOMA: cent’anni di modernità, cent’anni di design nei nuovi allestimenti del museo

Passare dal MOMA (Museum of Modern Art) di New York non può essere un fatto casuale, soprattutto se si vive…


Passare dal MOMA (Museum of Modern Art) di New York non può essere un fatto casuale, soprattutto se si vive dall’altra parte dell’Oceano.  Ma proprio perché saranno numerosi gli italiani che si concederanno una vacanza natalizia newyorchese, il nuovo allestimento proposto nelle gallierie di design e architettura (al terzo piano a voler essere precisi) merita una segnalazione speciale.

Si apre oggi, ma, prendete nota, c’è tempo sino a luglio, per poter ammirare “Shaping modernity: DESIGN 1880 – 1980”, una reinstallazione della ricca raccolta di oggetti di “design visionario” (bellissima definizione) custodita dal Museo.

Accanto a questi sono esposti grafiche, frammenti architettonici e tessuti, sempre appartenenti alle  collezione del MOMA, che rivelano i tentativi di più generazioni di plasmare la loro esperienza di vivere nel mondo moderno.

Jules Chéret (French, 1836-1932)

Complessivamente si ammirano 300 opere organizzate in cinque sezioni: Art Nouveau oggetti e manifesti 1890-1914; una sezione sul movimento di design grafico conosciuta come New Typography ‖ (1927-37) ed un’altra dedicata a opere che si concentrano sul rapporto tra macchina,  corpo e  mente (1925-40). Quindi si affronta il “good design” degli anni 1944-56; e per finire si ammirano lavori concepiti dal 1960 al 1970. La reinstallazione è curata da Giulietta Kinchin e Aidan O’Connor.

Per ogni sezione solo i nomi migliori. Così a rappresentare l’Art Nouveau, ci sono – tra gli altri –  Hector Guimard (1867-1942), figura di spicco del movimento in Francia, o ancora  Antoni Gaudí (1852-1926) del quale è presentato il calco in gesso di un pinnacolo  della chiesa della Sagrada Familia di Barcellona. E non mancano i poster dei più famosi incisori del tempo, come il francese
Jules Chéret, autore del celebrerrimo poster de les Folies-Bergère, La Loie Fuller (1893) con protagonista la danzatrice americana Loie Fuller.

Nella sezione immeditamente successiva  si viaggia tra le avanguardie artistiche in Europa, dalle correnti sviluppatesi nella Russia sovietica  al Bauhaus di Weimar. Mente, corpo macchina 1925-40 è il filo conduttore della terza sezione incarnata da una gigantesca molla da locomotiva  e da un propulsore da barca mostrato, sempre al MOMA, nel 1934, in una mostra che celebrava il design industriale come simbolo di miglioramento sociale e progresso. Il tema è ulteriormente esplorato in oggetti utili come un’affettatrice. Andiamo oltre, si approda al decennio 1944-1956  ammirando oltre 100 oggetti  che vanno dall’arredamento d’interno ai tessuti, agli articoli sportivi, alla grafica e una lunga serie di oggetti di tutti i giorni, esempi di “buon design” che comprendono un ferro da stiro, un ostacolo, un rastrello, una affettatrice formaggio ed i famosi recipienti Tupperware.

Arriviamo in anni più vicini 1960-1980, qui l’influenza del made in Italy si fa sentire pesantemente. In questo periodo per molti designer la culura pop e la controcultura giovanile  hanno aperto nuove possibilità nei materiali, nei colori e nelle forme. Ecco allora la poltrona gonfiabile Blow (1967) progettata dagli italiani  Jonathan De Pas, Paolo Lomazzi e Donato D’Urbino, diventata un punto di riferimento pop e un’icona del design italiano anni ‘60. Realizzate in PVC colorato, avevano il vantaggio d’essere più convenienti rispetto a molte altre opere contemporanee. E sulla stessa linea si pongono el mensole impilabili di Ugo La Pietra che esemplificano  il forte interesse in questo momento nel design flessibile, adatto alle nuove idee per quanto riguarda lo stile di vita e di ambienti domestici.

E se quello che abbiamo raccontato sono frammenti dell’esposizione, il suggerimento non può essere che uno: se passate da quelle parti fateci un salto.

la "mitica" poltrona Blow

Charles Rennie Mackintosh (1868-1928) Side Chair, 1897

Photo credits: MOMA





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