NEON La materia luminosa dell’arte: la luce in mostra

NEON La materia luminosa dell’arte: la luce in mostra

Chul Hyun Ahn, He An, Jean-Michel Alberola, Stephen Antonakos, Olivo Barbieri, Massimo Bartolini, Jean-Pierre Bertrand, Pierre Bismuth, Stefan Brüggemann, Marie José Burki, Pedro Cabrita Reis, Pier Paolo Calzolari, Maurizio Cattelan, John Cornu, Tim Davis, Cédric Delsaux, Laddie John Dill ecco i protagonisti del MACRO fino al 4 novembre.


NEON La materia luminosa dell’arte è la prima grande mostra internazionale in Italia dedicata al neon nell’arte, a cura di David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi, realizzata nell’ambito della collaborazione tra il MACRO ed Enel in occasione dei 50 anni dell’azienda.
Ideata dallo stesso Rosenberg e co-organizzata con la maison rouge di Parigi, dove si è chiusa il 20 maggio 2012, la mostra presenta circa 70 opere di oltre 50 artisti – con una nuova selezione per l’edizione italiana – che hanno utilizzato il neon all’interno della propria ricerca, dagli anni Quaranta a oggi.

Dopo la prima insegna al neon, utilizzata esattamente cento anni fa nel negozio di un barbiere parigino, è proprio a partire dagli anni Quaranta che in Europa e in America decine di artisti utilizzano il neon per le loro opere, indagandone le potenzialità linguistiche, materiche e concettuali, trasformando la “materia luminosa” in un elemento comune nella pratica artistica internazionale.

La mostra – una sorta di viaggio intorno al mondo e attraverso i decenni – si sviluppa così tramite una serie di temi che mettono in relazione opere distanti nel tempo e nello spazio, ma che condividono la grande versatilità espressiva di un materiale caratterizzato dalla compresenza di una matrice industriale e artigianale.

 

 

In mostra, all’interno della grande sala Enel, un’accurata selezione di opere di grandi maestri del calibro di Dan Flavin, Joseph Kosuth, Maurizio Nannucci, Mario Merz, Francois Morellet e Bruce Nauman, per arrivare a Maurizio Cattelan, Tracey Emin, Alfredo Jaar e Jason Rhoades, allestite secondo un percorso tematico che restituisce le diverse prospettive dalle quali gli artisti si sono confrontati con il neon: l’analisi puramente linguistica si è affiancata alla ricerca sulle potenzialità architettoniche ed urbane, così come la dimensione geometrica a quella politica e sentimentale. L’esposizione, inoltre, intende sottolineare la naturale propensione dell’arte italiana verso questo tipo di materiale: sono numerosi infatti gli artisti che hanno utilizzato il neon all’interno della loro opera, e tra loro figurano alcuni precursori a livello internazionale, fra cui Maurizio Nannucci, Mario Merz e Pierpaolo Calzolari negli anni Sessanta, per arrivare al periodo contemporaneo, in cui il neon continua ad essere reinventato nel lavoro di artisti come Maurizio Cattelan, Vedovamazzei e dei più giovani quali Flavio Favelli, Piero Golia e Riccardo Previdi.





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