Napoli, l’arte contemporanea si ammira all’archeologico

Napoli, l’arte contemporanea si ammira all’archeologico

Ashley Bickerton, Luigi Ontani, Filippo Sciascia: “Bali Bulè”, a cura di Maria Savarese al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal
19 ottobre al 6 gennaio 2014


Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei più belli, dei più importanti, dei più ricchi musei archeologici del mondo, si apre ancora una volta all’arte contemporanea con una mostra in cui i linguaggi di oggi si accostano e confrontano con quelli di ieri. E nelle sale della strepitosa collezione Farnese a cura di Maria Savarese e con il coordinamento tecnico-scientifico di Marco De Gemmis, Bali Bulé presenta, le opere, realizzate ad hoc di tre importanti artisti contemporanei.

Il fil rouge che lega i lavori di Ashley Bickerton, Luigi Ontani e Filippo Sciascia, è la memoria inesauribile dell’arte classica, il dialogo con la statuaria e la pittura greco-romane, il tema sempre stimolante del mostruoso; ma è anche l’armonia del mondo antico che si incontra-scontra con la disarmonia contemporanea.

Bickerton, Ontani e Sciascia hanno scelto l’Oriente, in particolare l’Indonesia, come sede di vita e di ricerca artistica e hanno creato, in un’accezione del tutto personale, un discorso estetico che, oltre ad unire classicità e contemporaneità, è intriso di suggestioni tratte dalle culture dell’Oriente e dell’Occidente.

Filippo Sciascia e Ashley Bickerton vivono infatti da anni a Bali, e il lavoro di Luigi Ontani, presente sull’isola da tanto tempo, è da sempre permeato di segni e atmosfere appartenenti a quel mondo.

Ashley Bickerton presenta una scultura e due grandi pannelli di legno dipinto, personale tentativo di fondere perfettamente pittura, fotografia e scultura in una stessa opera e di porsi in relazione con quanto di più fantastico può rintracciarsi nella mitologia greca. Luigi Ontani, dalla cui scultura Bali Bulè la mostra trae il titolo, oltre a proporre una delle sue erme, torna, con una serie di maschere “balinesi” in legno dipinto, su un tema con cui nel 1974, proprio a Napoli nella galleria di Lucio Amelio, interpretando un Pulcinella contemporaneo, fu protagonista di uno straordinario tableau vivant notturno.   In una ventina di sculture in legno Filippo Sciascia riesce a fondere il suo spiccato interesse per la cultura classica greco-romana con la sua quotidiana frequentazione dell’arte indonesiana e balinese, producendo un’originalissima e felice sintesi di forme. (http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/

 





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