Napoleone di Brera, un restauro a vista

Napoleone di Brera, un restauro a vista

Milano: è partita nei giorni scorsi la prima fase del restauro del Napoleone del Canova, l’imponente scultura collocata dal 1859 del palazzo di Brera. Si avvia così la realizzazione del progetto pensato dalla Soprintendenza per i beni storici artistici e etnoantropologici di Milano e dall’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, sostenuto da Bank of America Merrill Lynch 2013 Art Conservation Project.


Il Napoleone di Brera è una delle 24 opere di 16 paesi che Bank of America Merrill Lynch ha selezionato destinando importanti finanziamenti. I lavori, per una durata prevista di dodici IMG_3972_-_Canova_-_Napoleone_Bonaparte_-_Milano,_Cortile_del_Palazzo_di_Brera_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_19-jan_2007mesi, sono continuamente visibili. Il complesso restauro è infatti realizzato sul posto, all’interno di strutture trasparenti che consentono al pubblico di osservare tutte le fasi. Attraverso il sito della Pinacoteca (www.brera.beniculturali.it ) e dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi (www.amicidibrera.it ) è poi possibile seguire regolari aggiornamenti sull’evoluzione dei lavori. Il restauro, progettato e diretto da Daniele Pescarmona per la Soprintendenza per i beni storici artistici e etnoantropologici di Milano, rientra nella strategia di valorizzazione che la Pinacoteca di Brera ha avviato in vista di Expo 2015.

 

Quell’imponente Napoleone in bronzo alto circa tre metri e mezzo, immortalato dal Canova nella nudità eroica di  un Marte pacificatore rappresenta una sorta di Centro del Palazzo di Brera, è lui che accoglie i visitatori e li introduce all’insieme delle Istituzioni braidensi, tributo alla figura dell’imperatore che nel 1809 istituì la Real Galleria. Ma passati i 150 anni di permanenza alle intemperie, allo smog, ai ricordini dei piccioni è tempo di restauri per materiali e struttura. Il bronzo nasce da quella grande scultura in marmo realizzata tra il 1083 ed il 1806 dal Canova e, per volere del vicerè d’Italia Eugenio di Beauharnais, fusa in bronzo per essere collocata nell’attuale sede entro il giorno del 40mo compleanno dell’imperatore. Non si fece in tempo per una serie di disguidi che accompagnarono la fusione e mentre la grande scultura marmorea veniva spedita in Francia, e accolta con disappunto da Napoleone (che evidentemente non si riconosceva nelle perfette quanto simboliche forme neoclassiche immaginate dal Canova) non fu mai esposta al pubblico e, dopo Waterloo venduta al governo inglese che la vendette a lord Wellington, vincitore di Napoleone.

Il bronzo giunto a Milano nel 1812, fu oggetto di molteplici discussioni sulla sua collocazione, il risultato fu che rimase dimenticato nei depositi dell’Accademia per riemergervi solo nel 1859, appena dopo la visita in città di Napoleone IIIe la Seconda Guerra d’Indipendenza.

(a.d)

 

 





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