Musei gratis una domenica al mese – la Storia dell’arte torna a scuola: le novità dagli Stati generali della Cultura

Musei gratis una domenica al mese – la Storia dell’arte torna a scuola: le novità dagli Stati generali della Cultura

Musei gratis nella prima domenica del mese, lo ha annunciato il ministro Franceschini agli Stati Generali della Cultura 2014 mentre il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ha annunciato di voler reintrodurre l’insegnamento della storia dell’arte nei licei, come “materia strutturale e non accessoria”


Gli stati generali della Cultura, tenutisi ieri a Roma su iniziativa de Il Sole 24 ore, hanno portato all’evidenza innumerevoli spunti di discussione, e ipotizziamo, anche di polemica, come – tanto per fare un esempio – la proposta del presidente del Gruppo 24 Ore Benito Benedini che suggerisce che vadano fatte viaggiare nel mondo opere d’arte/simbolo come richiamo a visitare l’Italia “reagendo ove necessario al potere di veto delle Sovrintendenze, le stesse che poi usano i “permessi in deroga” dove vogliono e quando vogliono“.

TORNA LA STORIA DELL’ARTE AL BIENNIO

Se l’obiettivo è valorizzare, promuovere, preservare, tutelare e diciamolo senza ipocrisie, rendere economicamente fecondo il patrimonio nazionale (concetto scivoloso ma non è su questo che intendiamo soffermarci, al momento), non si può dire che negli ultimi tempi non sia cambiato qualcosa e la stessa iniziativa del Sole è ciò che pone all’evidenza, così come i due decreti Cultura emanati dagli ultimi due governi. C’è da evidenziare, però, che valorizzare, promuovere, preservare, tutelare e rendere economicamente fecondo il patrimonio nazionale richiede un’attenzione generale ben più ampia di quella che si riscontra nell’attualità. Se la storia dell’arte è materia d’insegnamento di serie “b”, dove in una nazione come l’Italia dovrebbe essere obbligatoria sin dalle elementari; se nei programmi scolastici non c’è alcuno spazio, se non quello affidato alla buona volontà di alcuni insegnanti, per l’“educazione alla bellezza” sarà difficile pensare a generazioni future in grado di assumersi l’onere e l’onore di aver cura compitamente di questo immenso museo a cielo aperto nel quale viviamo.  Ma proviamo a guardare al presente e qui una marcia indietro la comunica il ministro dei Miur, Stefania Giannini: “Servono obiettivi e strumenti perché quest’abbinamento tra cultura e istruzione torni a essere realtà, a dare ai nostri giovani […] una prospettiva non solo di trovare un posto nella società, ma di avere un lavoro adeguato alle loro competenze e di fare di queste un motore di sviluppo del Paese. […] So che avete parlato della storia dell’arte. Mi impegno qui formalmente su questo dopo aver fatto anche un po’ di conti nel frattempo. La storia dell’arte, oggi, non solo è una Cenerentola occasionale, ma è una materia accessoria, non strutturale nel percorso di studi degli studenti italiani. Deve tornare, invece, a essere una materia strutturale!  Non è pensabile che solo chi sceglie un liceo classico o nasce in una famiglia in cui c’è una bella biblioteca familiare con centinaia o migliaia di volumi possa arrivare in età adulta ad avere, magari facendo tutt’altro mestiere, una sensibilità naturale per il prodotto oltre che una capacità di sviluppare interiormente un processo di rielaborazione di questi contenuti e magari farne, in qualche caso, anche un mestiere utile al Paese.  Sapete quanto ci costerà introdurre la storia dell’arte in tutti i livelli dei licei, a partire dal biennio, naturalmente con un dosaggio di ore proporzionato al curriculum, e quindi di ore settimanali a crescere, per il triennio sia delle scienze umane sia nell’istituto turistico? Ci costerà più o meno 25 milioni all’anno. Sapete a quanto ammonta il budget nel Ministero dell’università? È di 51 miliardi all’anno. Ce la faremo? Sì, dobbiamo farcela”.

MUSEI GRATIS UNA VOLTA AL MESE

Poi la proposta dell’inquilino del Collegio Romano. Dario Franceschini nel suo intervento ha fatto una chiara dichiarazione d’intenti: «Mi sento chiamato a guidare il ministero economico più importante di questo Paese». Acclarato dunque che la priorità italiana è il patrimonio culturale, che deve diventare “veicolo di crescita economica”  Franceschini ha annunciato infine la sua novità: “Dal primo luglio ci sarà una mezza rivoluzione del piano tariffario dei nostri musei. Oggi in Italia un terzo delle persone entra gratis nei musei. Entrano gratis anche i turisti giapponesi o americani se hanno più di 65 anni. Quella è una norma che era legata a un dato tipo di modello sociale. Noi abbiamo fatto una scelta che ci mette in linea con l’Europa e che servirà molto per conferire dinamicità ai musei. Le nuove regole, che saranno in vigore dal 1° luglio, prevedono che resti la gratuità fino a 18 anni e che resti il biglietto ridotto fino a 25. Pagheranno tutti sopra i 25 anni e ci sarà ogni mese la prima domenica gratuita in tutti i musei. Questo consentirà di avere un grande fatto di promozione. Al di là dell’età, si potrà andare al museo la prima domenica del mese gratuitamente, mentre nelle altre giornate ci sarà una normalità. A questo aggiungiamo che rendiamo permanenti le due Notti dei musei all’anno, all’ingresso simbolico di un euro, insieme al Sistema museale dei Comuni. Altra novità è l’introduzione di una serata alla settimana, il venerdì, in cui tutti i grandi musei saranno aperti fino alle 22, come avviene in grandi Paesi europei, offrendo l’opportunità, un giorno alla settimana, anche a chi lavora o anche a un turista che cominci un weekend il venerdì di andare a visitare un grande museo fino alle 22”.

 

 





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