Mostre Roma: Mediterraneo, un mare d’arte

Mostre Roma: Mediterraneo, un mare d’arte

The sea is my land. Artisti dal Mediterraneo. Mostra a cura di Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis, al MAXXI – Spazio D dal 4 luglio al 29 settembre 2013


Il mare Mediterraneo come ponte tra civiltà, 46mila chilometri di coste lungo tre continenti dove la storia umana s’è cullata tra arte e filosofia, religioni, guerre e commerci. Un Mare senza pace, come ci dice la cronaca di questi giorni, di questi anni, di questi secoli. L’Egitto in fiamme, la diaspora palestinese, le primavere arabe bagnate di sangue, lo stretto di Sicilia cimitero di migranti senza nome e poi la sponda Nord, quella una volta vincente, la Spagna, l’Italia, la Grecia… davanti a un futuro che fa paura.  Sembra che la storia voglia ancora giocare carte crudeli coi destini dei popoli mediterranei, ed è per questo che la mostra al MAXXI acquista un sapore particolare. E’ il sapore dell’arte, un sapore che unisce.

Ammar Abd Rabbo |  A woman passes a giant poster of Libyan leader Muammar Gaddafi in Tripoli, a day before the 40th anniversary of the "Al Fateh" revolution, 30 agosto, 2009 |  Stampa fine art su carta di cotone 91 x 61 cm © Ammar Abd Rabbo Courtesy of Ayyam Gallery, Dubai
Ammar Abd Rabbo |  © Ammar Abd Rabbo Courtesy of Ayyam Gallery, Dubai

 

Come il Mediterraneo sia ancora oggi anello di congiunzione tra culture, e come continuerà ad esserlo domani, in maniera inevitabile, è quello che tenta di sondare il progetto – ideato da BNL in occasione del centenario della fondazione e curato da Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis – che riunisce al Museo delle arti del XXI secolo i lavori di 22 artisti emergenti, provenienti da altrettanti Paesi bagnati dal Mare nostrum: Spagna, Francia, Principato di Monaco, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia, Cipro, Turchia, Siria, Libano, Israele, Palestina, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.

 

Il filo rosso (o azzurro) di “The sea is my land” è quello di evidenziare, attraverso il codice universale delle immagini, come l’arte possa ancora fare del Mediterraneo un territorio di dialogo che superi barriere sociali, diversità religiose, diaspore etniche a favore di una comunicazione pacifica.

<<Il Mediterraneo – recita la nota di presentazione –  come ricorda anche la sua etimologia, “in mezzo alle terre”, è da sempre, infatti, lo snodo cruciale di complessi meccanismi sociali e culturali, di molteplici ideologie, di singolari affinità e di disparate assonanze, che ne fanno una perenne fonte d’ispirazione per l’arte>>.

 

Two Palestinian Riders, Ben Shemen Forest” (2011) dell’artista israeliano Dor Guez (Gerusalemme, 1980) non a caso affronta il tema del conflitto più vecchio che affligge questo “mare di civiltà” e non a caso è l’opera scelta dalla giuria internazionale per entrare nella prestigiosa collezione della Bnl. Un’unica immagine, un light box, che rimette in discussione il tema dell’identità culturale, religiosa e politica in una dimensione collettiva.

Dor Guez
Dor Guez

Inoltre l’opera “Never Land” (2008) dell’artista cipriota Christodoulos Panayiotou (Limassol, 1978) ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria.

 

Christodoulos Panayiotou
Christodoulos Panayiotou

La giuria era composta, oltre che dal curatore Francesco Bonami e dall’AD di BNL, Fabio Gallia, da Giovanna Bertazzoni, Head of the London Impressionist and Modern Art Department, Christie’s; Daniel Birnbaum, Director Museum, Moderna Museet Stockholm; Cristiana Collu, Direttore del Mart, Museo Arte Contemporanea di Trento e Rovereto; Gregor Muir, Executive Director, Institute of Contemporary Arts, London.

 

Sono 140 i lavori in mostra. In esposizione anche la fotografia “Dream#01/La mia casa”, dell’artista siciliana Rori Palazzo, vincitrice del concorso on line indetto dalla Banca per sollecitare la partecipazione dei giovani. (a.d)

 





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