Mostre, Roma al tempo di Caravaggio

Mostre, Roma al tempo di Caravaggio

Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630. Dal 16 novembre al 5 febbraio 2012 a Roma, palazzo Venezia. Caravaggio, i suoi…


Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630. Dal 16 novembre al 5 febbraio 2012 a Roma, palazzo Venezia.

Caravaggio, i suoi compagni di strada ed i colleghi pittori nella Roma divisa tra peccato e santità. Curata da Rossella Vodret, la mostra di palazzo Venezia ricostruisce attraverso l’esposizione di circa 140 dipinti provenienti dai maggiori musei italiani ed esteri, alcuni mai esposti in Italia, il tessuto connettivo del panorama artistico della Città eterna in cui visse e operò il grande genio lombardo.

Siamo alla fine del XVI secolo, la cristianità è ancora scossa dallo scisma luterano ed il papato tenta ogni possibile via per porre l’argine al dilagare dell’eresia. Dal 1595 al 1635 si susseguono quattro pontefici fondamentali: Clemente VIII Aldobrandini, Paolo V Borghese, Gregorio XIV Boncompagni, Urbano VIII Barberini. Dagli avvenimenti accaduti in questo arco di tempo dipese gran parte dello sviluppo artistico europeo.

I primi anni del XVII secolo sono segnati dal confronto serrato e diretto tra due giganti della pittura italiana: il bolognese Annibale Carracci, capo indiscusso della corrente classicista, e il lombardo Caravaggio, creatore della sua rivoluzionaria forma di rappresentazione della realtà. Entrambi scomparvero a un anno esatto l’uno dall’altro: il 15 luglio 1609 Annibale; il 18 luglio 1610 Caravaggio. Il rapporto tra i due artisti è reso evidente all’inizio del percorso espositivo dal l’accostamento fra le rispettive versioni de la Madonna di Loreto realizzate negli stessi anni. La comparazione dei due quadri, mai messi a confronto prima d’ora, è di fondamentale importanza ai fini scientifici della mostra.

L’esposizione prosegue e si articola attraverso una serie di sezioni in cui vengono prese in considerazione sia le opere di destinazione pubblica (pale d’altare o dipinti legati ai luoghi di culto) sia dipinti di destinazione privata realizzati su commissione dei maggiori mecenati dell’epoca.

Negli anni successivi, infatti, le eredità dei due maestri furono raccolte e sviluppate sia dai pittori classicisti bolognesi – rappresentati in mostra da artisti come Domenichino, Lanfranco, Guido Reni, Albani – che avevano seguito Annibale nella città papale, sia da quanti fecero proprio il drammatico naturalismo di Caravaggio, come testimoniano i dipinti di Orazio e Artemisia Gentileschi, Carlo Saraceni, Orazio Borgianni e Bartolomeo Manfredi. Quest’ultimo divenne un abile falsario delle opere di Caravaggio, tanto che subito dopo la fuga da Roma del grande genio lombardo (1606) molte opere di Manfredi furono vendute come originali di Caravaggio.

Le due correnti dominarono il panorama artistico romano del secondo decennio e furono continuamente modificate e arricchite non solo da continui influssi e intrecci reciproci, ma anche attraverso intensi scambi con i numerosi pittori toscani, emiliani, genovesi, lombardi e soprattutto l’esuberante schiera di stranieri stranieri – francesi, fiamminghi e spagnoli – presenti a Roma in quel periodo, dei quali saranno esposte in mostra opere di Valentin, Vouet, Honthorst, Rubens, Ribera.

La mostra offre una panoramica ampia sulle complesse vicende che caratterizzarono l’ambiente artistico romano all’inizio del ‘600. In arrivo dalla Spagna è presente eccezionalmente in mostra per la prima volta in Italia il “Sant’Agostino”, recentemente attribuito a Caravaggio e oggetto di un vivace dibattito: a questo dipinto sarà dedicata una giornata di studi, condotta in collaborazione con l’Università di Roma, che vedrà riuniti a confronto i protagonisti della querelle attributiva.

Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) Madonna di Loreto 1605 ca. Roma, chiesa di sant’Agostino

 

Carlo Saraceni Madonna con Bambino e Sant’Anna Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini




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