Mostre: la memoria ritrovata, al Quirinale cento capolavori salvati dall’Arma

Mostre: la memoria ritrovata, al Quirinale cento capolavori salvati dall’Arma

Il Palazzo del Quirinale ospita fino al 16 marzo “La memoria ritrovata. Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri”, mostra che propone alla visone oltre 100 capolavori dal VI sec. a.C. fino al Settecento


Si configura come un omaggio reso al lavoro dei Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, la mostra curata da Louis Godard e promossa dalla Presidenza della Repubblica italiana, che accoglie, ancora una volta, capolavori che scavi clandestini e furti vari avevano sottratto alla comunità nazionale. Resta da sottolineare per l’ennesima volta, l’importanza dell’opera svolta dal Comando TPC, e riconosciuta internazionalmente come d’altissimo livello. Non è un caso che l’UNESCO, abbia chiesto il distaccamento, in qualità di esperto, di un Ufficiale del Comando nella Rappresentanza Permanente d’Italia a Parigi. E se il bilancio di questi quarant’anni (qui quello del 2013) è una lunghissima sfilata di recuperi, ritrovamenti (e arresti), dal 1980, il Comando ha un’arma in più la “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la più grande banca dati, per mole di immagini e dati informatizzati, al mondo. Nel sistema sono catalogati i beni culturali da ricercare di provenienza italiana ed estera, e le informazioni relative agli eventi delittuosi collegati: vi sono contenuti oltre 5 milioni e 700 mila oggetti e più di 560.000 immagini.

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LA MOSTRA

Dopo la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati” del 2007 che celebrava il rientro in patria di decine di opere d’arte acquisite illegalmente da quattro grandi istituzioni museali americane, dopo la presentazione nel 2013 della famosa “Tavola Doria” attribuita da molti a Leonardo da Vinci e rientrata in patria dopo un esilio di oltre settant’anni, ecco esposti oltre un centinaio di capolavori che coprono più di due millenni della storia d’Italia, collocati nell’ala occidentale del Palazzo, e in particolare in due sale della Galleria di Alessandro VII Chigi, tornate al loro antico splendore dopo la riscoperta delle pitture di Pietro da Cortona.

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L’esposizione si articola in due sezioni. Nella Sala degli Scrigni, nella Sala di Ercole e nella Sala degli Ambasciatori sono esposte opere che vanno dal VI secolo a.C. (si tratta della testa di leone recuperata dagli uomini dell’Arma e oggi assegnata al Museo Nazionale di Villa Giulia) al Settecento (con in particolare un’Adorazione dei Magi di Francesco Solimena).

Nella Sala di Augusto in mostra una serie di urne funerarie, insieme a una parte del corredo, provenienti da uno scavo effettuato in occasione della costruzione di una moderna abitazione a Perugia. Le ruspe hanno raggiunto e sventrato un mausoleo etrusco risalente al III-I secolo a.C. che apparteneva alla grande famiglia etrusca dei Cacni. Le urne con le raffigurazioni di scene ispirate al mondo greco sono per la maggior parte dei capolavori assoluti.

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Le magnifiche raffigurazioni del sacrificio di Ifigenia, della lotta tra Pelope ed Enomao, delle centauromachie rappresentano una delle più importanti scoperte degli ultimi trent’anni nel campo dell’etruscologia.

La mostra è stata l’occasione per condurre un intervento di restauro sulle urne che è stato realizzato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e reso possibile anche grazie al contributo dato dalla vendita della Carta Civita; la manifestazione inoltre conclude il programma delle iniziative di valorizzazione e promozione svolte per i festeggiamenti dei 25 anni di attività dell’associazione. (www.civita.it ) (g.m)

 

 





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