Mostre imperdibili. Zigaina e Pasolini, arte oltre le mode

Mostre imperdibili. Zigaina e Pasolini, arte oltre le mode

Zigaina e Pasolini. Quando l’arte non può diventare moda
9 marzo – 1 maggio 2013, Torino museo Regionale di Scienze Naturali. A cura di Enzo Spadon


Giuseppe Zigaina e Pier Paolo Pasolini, l’uno pittore, l’altro il genio che amava la pittura. Due artisti e amici sinceri, citando lo stesso Pasolini “ontologici l’uno per l’altro”, “un’esperienza di verità“, per dirla con Gianni Vattimo; due sipiriti sodali nel concepire l’arte e quindi la vita stessa. A Torino in cinquanta opere, 12 delle quali firmate da Pier Paolo Pasolini, si ricostruisce l’essenza di questo rapporto.

 

Pasolini, ritratto di Maria Callas (1969)
Pasolini, ritratto di Maria Callas (1969)

Nei soggetti di Zigaina, legati fin dal principio alla realtà della laguna di Grado, sono sempre vive le osservazioni dei terreni, dei boschetti, lungo gli argini delle ceppaie, dei gelsi, dei vigneti e dei girasoli. Il suo realismo, caratterizzato da una forte carica espressionista si evolve, anzi si trasforma metamorficamente in un linguaggio sempre più visionario, liberandosi progressivamente dalle modalità di rappresentazione figurativa e spaziale.
L’esperienza pittorica di Pasolini appartiene indissolubilmente alla sua multiforme e vitale forma espressiva. E’ parte del suo percorso, anche se quello meno conosciuto dal pubblico. Dice Zigaina: «Ha sempre dipinto da poeta…Fin da quando l’ho conosciuto nell’immediato dopoguerra ha sempre sperimentato le più strane tecniche pittoriche, adoperando e mescolando tra loro i materiali più strani…»
La rassegna che si svolge sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, è inserita nell’ambito del progetto “Lo Slancio”, dedicato a grandi pittori disabili del Novecento (nelle precedenti edizioni hanno esposto Hans Hartung e Mattia Moreni) e si completa con momenti di riflessione sulla disabilità ma anche di letteratura, cinema (in programma una rassegna cinematografica pasoliniana presso il Cineteatro Baretti di Torino) e teatro. E sarà a teatro che la storia dell’amicizia tra i due artisti sarà raccontata. A metterla in scena Dino Mascia insieme alla sua compagnia, con lo spettacolo in prima assoluta Ruppeppè (Prima Nazionale il 19 aprile alla Cavallerizza Reale e replica al Teatro Concordia di Venaria Reale il 1 maggio).

Zigaina conosce Pier Paolo Pasolini nel 1946, con lui instaura un rapporto cardine d’amicizia e di collaborazione, proseguito fino alla tragica scomparsa dello scrittore e ancora oltre, grazie ai saggi critici dedicati alla sua opera. Nel 1949 collabora con 13 disegni al libro di poesie Dov’è la mia patria, edito da Academiuta di Casarsa. È Pasolini che nel 1955, in occasione della personale romana del pittore alla Galleria del Pincio, dedica a Zigaina il poemetto Quadri friulani, poi apparso nella raccolta Le ceneri di Gramsci, Milano 1957. Nel 1968 Zigaina collabora al film di Pasolini Teorema; nel 1971 a Decameron. Del 1978 è lo studio di Zigaina: Pasolini e la morte: mito alchimia e semantica del nulla lucente. Scrive ancora Pasolini tra enigma e profezia. Pubblica nel 1992 Pasolini e l’abiura; nel 1995 Hostia: trilogia della morte di P.P. Pasolini e la raccolta di racconti autobiografici Verso la laguna. Marsilio pubblica il pamphlet Un’idea di stile: uno stilo, opera riassuntiva degli studi su Pasolini. Nel 2003 è stato accolto nella Bayerische Akademie der Schönen Kunste di Monaco “per la sua attività di pittore e per aver decifrato per primo il linguaggio criptico di Pasolini” .
Informazioni sulla rassegna: www.mrsntorino.it

(a cura di g.m)

Zigaina, "Verso la laguna", 1996
Zigaina, “Verso la laguna”, 1996




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