Mostre imperdibili: un tuffo nell’astrazione italiana, al museo Piaggio

Mostre imperdibili: un tuffo nell’astrazione italiana, al museo Piaggio

Le Rotte della Pittura, sessant’anni di astrazione dalla collezione Garau. Museo Piaggio, Pontedera (Pisa) fino al 23 agosto. Organizzata dalla Collezione Garau e dalla Fondazione Piaggio, su progetto di Alberto Rigoni


La mostra propone circa 50 opere rappresentative della pittura non figurativa italiana nell’arco di tempo che va dal secondo dopoguerra a oggi: oltre sessant’anni di pittura Accardi-lowaniconica, ma anche iconica e con qualche incursione in ambiti vicini (scultura, arte cinetica, fotografia, installazioni luminose, etc.). Si tratta di una selezione di opere appartenenti alla Collezione Garau – composta da 150 opere e iniziata poco meno di 30 anni fa dalla passione e dalla pazienza dell’Ammiraglio Sergio Garau. Le Rotte della Pittura offre un’amplissima raccolta di Maestri che hanno segnato la storia del secondo Novecento italiano nel campo della pittura astratta. Carla Accardi, Antonio Calderara, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Giulio Turcato sono solo alcuni dei nomi che compongono la raccolta. Una collezione straordinaria, nel senso letterale, se teniamo conto che non stiamo parlando di un museo o di una fondazione bancaria, bensì di un appassionato puro, che ha comprato ogni opera solo per amore dell’opera stessa, o del suo autore, o della situazione in cui essa poteva essere inserita, o per innescare o completare linee di collegamento teoriche con altre opere presenti in collezione.

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La Collezione Garau alla fine ci aiuta a ricostruire una buona fetta della pittura italiana nel secondo dopoguerra, ma ci consente anche di tracciare nuove linee di lettura. Consultando il volume dedicato alla Collezione, anche semplicemente osservando le riproduzioni, ci si potrà ritrovare a navigare su rotte già percorse dalla storia dell’arte, ma anche su rotte che potrebbero aprirsi per la prima volta. Per rappresentare i possibili collegamenti tra opere, autori ed epoche, forse tra le figure geometriche la rotta è quella più congeniale: usata da chi naviga per fissare il percorso, è una linea spezzata – “rotta”, appunto – composta da tanti segmenti che all’apparenza perseguono direzioni sempre diverse, ma che appartengono a una destinazione comune. Di tali percorsi, non sempre e non necessariamente classificabili in senso cronologico, la pittura italiana di questi ultimi sessant’anni è ricchissima e uno dei pregi della Collezione Garau è la possibilità che essa dà allo storico e al critico di percorrere alcuni di essi, oggi e in futuro. L’ingresso alla mostra è gratuito

(www.museopiaggio.it ) (r.v)

Morales

 





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