Mostre imperdibili. Louise Nevelson a Roma

Mostre imperdibili. Louise Nevelson a Roma

Louise Nevelson. Roma, Fondazione Roma Museo, Palazzo Sciarra. 16 aprile, 21 luglio 2013. Una mostra a cura di Bruno Corà


Donna-ebrea-emigrante – divorziata – socialista … l’americana Louise Nevelson (1899 – 1988), nata Berliawsky, non partì con molti vantaggi, ma ciò nonostante è diventata una delle artiste più significative del ventesimo secolo. La sua vita Le sue sculture sono disseminate in un’ottantina di musei in giro per il mondo, e da domani Palazzo Sciarra propone la prima grande retrospettiva che l’Italia le abbia mai dedicato.

Un nucleo di oltre 70 opere ripercorre l’intera attività dell’artista, a partire dai disegni e dalle terrecotte degli anni Trenta, quando, assistente di Hans Hofmann viaggia in Europa e conosce il Cubismo e il Surrealismo; attraversa gli assemblage in legno dipinto degli anni ’50 quando Louise comincia a restituire nuova vita, nuove dimensioni, agli oggetti recuperati e d’uso comune, e poi i capolavori degli anni ’60 e ’70, allora la sua opera acquista monumentalità e dopo esser riuscita a trasformare banali bric-à-brac in strutture incantevoli e misteriose, mettendo in gioco elementi di cubismo, action painting e colore, si cimenta nelle opere pubbliche e nelle realizzazioni in acciaio. Un percorso, quello di Palazzo Sciarra che trova il suo approdo nelle significative opere della maturità della Nevelson, negli anni ’80.

Loiuse Nevelson con una tenacia straordinaria, in un mondo come quello dell’arte dominato dagli uomini, ha conquistato un posto di primo piano nella scultura del Novecento; il suo nome si inserisce a pieno titolo tra le avanguardie storiche del secolo, dal Futurismo al Dadaismo, in particolare tra gli artisti che hanno utilizzato oggetti prelevati dalla vita quotidiana per le loro creazioni, come Duchamp, Picasso, Schwitters.

La mostra è promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con Arthemisia Group, in collaborazione con la Nevelson Foundation di Philadelphia e la Fondazione Marconi di Milano (a.d)





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