Mostre imperdibili: Gaetano Pesce, il tempo della diversità. A Roma

Mostre imperdibili: Gaetano Pesce, il tempo della diversità. A Roma

Gaetano Pesce: Il tempo della diversità – Roma, MAXXI, 26 giugno – 5 ottobre 2014. Una mostra a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi curatrice per il Design del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione


Qualche mese fa, Gaetano Pesce, intervistato dalla stampa francese in occasione della sua mostra a Parigi, diceva: “Se vuoi, c’è sempre la possibilità di cambiare il mondo”. Come? Favorendo la diversità, ad esempio: “Odio la standardizzazione che distrugge qualsiasi emozione , questa tendenza attuale al minimalismo che rende tutto insipido . La globalizzazione è il mio peggior nemico”.  Per tutta la vita, questo maestro dell’architettura e del design, oggi 75enne, ha teorizzato la smisurata libertà dell’uomo ad essere unico e irripetibile, a volgere lo sguardo nelle direzioni che lo ispiravano di più, a superare i confini del conformismo, delle discipline, delle mode, della prevedibilità. Tentativo – riuscito – di un grande artista, di restituire attraverso il proprio lavoro la rappresentazione reale dell’esistenza, che è imprevedibile, e difettosa, e costellata di errori, perché anche sull’imperfezione si può lavorare e forse è proprio da questa che nasce la poesia. E Pesce attraverso il design ha fatto anche poesia. “Allora mi sono detto: se si aggiunge un po’ di poesia al design, ci si può avvicinare all’arte”, dice.

La mostra del MAXXI ci dice che Pesce ha prodotto arte, e senso. Come in quell’opera simbolo che racconta al mondo una visione della condizione femminile di efficacia insuperata, la poltrona Up 5&6, che campeggia in versione gigante sulla piazza del museo romano. Con le sue forme morbide e carezzevoli somiglia ad un’arcaica dea della fertilità. Ma la grande palla (poggiapiedi) adiacente è un chiaro simbolo di prigionia e l’oggetto si eleva così nell’universo della metafora, trasmettendo tutto il peso della condizione femminile.  Spiega l’autore: “Sono orgoglioso di esporre il mio lavoro al MAXXI  istituzione culturale nella capitale del mio Paese. L’esposizione comprende opere del passato, del presente e opere fatte in occasione di questa mostra, come le due installazioni, una dedicata al Tempo, che nel suo scorrere è sempre diverso, a differenza di come viene normalmente concepito, l’altra dedicata a una poltrona che compie oggi 45 anni dalla sua prima edizione. Questa seduta, che metaforicamente lega con una catena un corpo femminile ad una palla, l’avevo concepita per denunciare la condizione di prigionia a cui la donna è condannata dai pregiudizi maschili. La poltrona sarà installata nella piazza del Museo, in una nuova versione macroscopica alta 7 metri e al suo interno una serie di questioni sulla condizione della donna nel mondo e uno speciale tributo a Malala Yousafzai e al suo coraggio. Scopo di questa mostra, che si interroga sulla condizione contemporanea della donna, è anche quello di affermare la necessità della multidisciplinarità del lavoro artistico di oggi, così come lo era nel passato: penso a certi artisti del nostro Rinascimento, che sono riusciti a dimostrare che non esistono barriere tra le diverse forme dell’arte”.

La grande mostra realizzata col contributo di Eni ripercorre i 50 anni del percorso creativo di Pesce, dalle origini alle ultime ricerche, sondandone il pensiero attraverso disegni, bozzetti, schizzi, modelli originali e oggetti in scala al vero. In un itinerario in sette percorsi tematici che esemplificano efficacemente le linee concettuali della produzione dell’autore: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica.

Una prima parte è composta da un allestimento di 40 pannelli mobili, che raccontano attraverso diverse espressioni il lavoro di Pesce dagli anni Sessanta ad oggi. I pannelli si affollano disponendosi casualmente a sottolineare il tema della diversità che attraversa l’intero percorso. La seconda parte è pensata in contrapposizione alla precedente: in una sala di ampio respiro è protagonista una singola opera: l’installazione pensata e realizzata appositamente per il MAXXI, che ha per protagonista il Tempo.

La mostra si incentra sul senso della diversità come cambiamento e trasformazione. – dice Domitilla Dardi curatrice della mostra – Più che proporre uno schema rigido di lettura del lavoro di Pesce, che da decenni teorizza il caos creativo e l’abbattimento delle discipline, si è preferito raccontarne l’opera attraverso parole-chiave e un allestimento mobile, mutevole nel tempo. Il risultato è un itinerario sempre diverso dove ognuno è  libero di muoversi tra oggetti che volutamente non sono accondiscendenti e consolatori, non mistificano la caducità delle cose, ma la mostrano in tutta la sua emozionante verità”.

Pesce ha fatto coincidere la domanda di diversità che si registra nel nostro tempo con il tema dell’utilità sociale, che egli estende all’indagine metodologica dei nuovi strumenti di produzione. – dice Gianni Mercurio curatore della mostra – Questo spiega perché la sua ricerca si è sviluppata sondando le necessità dell’individuo, le nuove tipologie costruttive e le logiche di trasformazione culturale, etiche, economiche e politiche, per poi elaborare teorie che hanno avuto e stanno tuttora avendo riscontri sorprendenti”. www.fondazionemaxxi.it

 

 





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