Mostre imperdibili: Emilio Greco, la vitalità della scultura

Mostre imperdibili: Emilio Greco, la vitalità della scultura

Emilio Greco, la vitalità della scultura 29 giugno-29 settembre 2013 a Chieti, Palazzo de’ Mayo. Una mostra curata da Gabriele Simongini voluta dalla Fondazione Carichieti e realizzata con la collaborazione degli Archivi Emilio Greco di Roma e dell’Opera del Duomo di Orvieto


Emilio Greco nasceva a Catania cento anni fa, e moriva, a Roma, nel ’95, dopo una lunga e intensa attività che ne ha fatto una figura di assoluto rilievo nell’ambito della scultura italiana del ‘900. Non a caso in questo 2013 di ricorrenze sono almeno quattro le mostre che ne ricordano l’opera: a Orvieto (dal 22 giugno, nel Museo a lui dedicato e inserito nel Museo dell’Opera del Duomo), a Roma (Museo di Roma in Palazzo Braschi), a Londra (Estorick Collection) e, appunto, la mostra di Palazzo de’Mayo a Chieti, un percorso tra sculture e disegni lungo quarant’anni di inesausta attività creativa, dal 1947 al 1987.

Sedici sculture fra bronzi, terrecotte, gessi e cementi sono il cuore di un percorso che si completa  con 26 disegni, indagine nel pensiero creativo di un artista che nell’avvolgente sensualità del corpo femminile, nei volti di donna, nelle espressioni degli amanti, e ancora, nei temi legati alla maternità e allo sport ha trovato la sua massima espressione. Un artista figurativo nel secolo dell’astrazione, eppure la sua ricerca plastica, coraggiosa e sensuale, ha saputo rinnovarsi costantemente, raggiungendo una cifra del tutto personale dove a prevalere è il soffio vitale chiuso nella materia. Greco ha cercato di fermare la vita, di esprimerne con dolcezza la poesia, andando oltre ad ogni tendenza ma cercando riferimenti nella sua cultura d’italiano: la scultura etrusca, la ritrattistica romana, il gotico, il manierismo (il Giambologna, ad esempio), il barocco, le ricerche di Arturo Martini, Amedeo Modigliani, Marino Marini. L’esperienza artistica di Emilio Greco, le cui opere sono ospitate in alcuni dei principali musei del mondo,  è stata in fondo un continuo viaggio intorno all’uomo, dentro un mistero senza fine che l’arte non svela ma può insegnarci ad amare (www.fondazionecarichieti.it )

(a.d)

 

 





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