Mostre imperdibili. Candele tra arte e design

Mostre imperdibili. Candele tra arte e design

Avanti sulla strada intrapresa con la mostra “Di vaso in fiore. Inventario tra natura e design” dello scorso anno. Sino…


Avanti sulla strada intrapresa con la mostra “Di vaso in fiore. Inventario tra natura e design” dello scorso anno. Sino al 21 maggio, nella casa-museo Poldi Pezzoli di via Manzoni a Milano è visitabile l’esposizione “Fare lume. Candele tra arte e design” curata da Beppe Finessi.

In questo complesso, modello di un modo di abitare del passato, è stata messa in piedi una riflessione storico-critica su una cosa apparentemente d’altri tempi, ma di evidente suggestione anche in un’epoca caratterizzata da innovazioni tecnologiche eccezionali in quanto i ceri non hanno mai smesso di attrarre per la loro capacità di fare magicamente luce attraverso il fuoco.
Si possono ammirare circa cinquanta creazioni, tra oggetti di design quali candele e candelieri, e opere d’arte contemporanea, tra pittura, scultura e installazioni. Il percorso è stato suddiviso in tre sezioni. Nella prima, allestita nel Salone dell’affresco, largo a lumi firmati da noti designer, accostati a lavori, d’indiscutibile valore, ispirati a questo tema.

Un esempio per tutti: “Candele” del 1967 di Michelangelo Pistoletto. I maestri di questi decenni sono ulteriormente rappresentati, tra gli altri, da Luis Frangella, Pierpaolo Calzolari e Bonomo Faita, mentre per il design ecco alcune candele che si devono a Ontwerpduo, Alessandra Baldereschi e Nathalie Dewez, altre ri-progettate come “Le Morandine” di Sonia Pedrazzini che si ricollegano alle nature morte di Giorgio Morandi, e l’orologio olfattivo per non vedenti “Scented Time” di “Sovrappensiero Design Studio”.

Invece sull’enorme tavolo della sala Trivulzio, contornati dai capolavori ospitati dal “Poldi Pezzoli”, i protagonisti sono manufatti che alludono all’immagine proprio delle candele, come la lampada di Marcel Wanders, che si accende soffiando su una lampadina a forma di fiamma.

Terza tappa nella sala del Collezionista dove ha trovato posto una significativa selezione di oggetti forse più tradizionali, come i candelieri, ma che in realtà stanno vivendo una stagione di notevole rinnovamento tipologico, come testimoniato dalle opere di grandi architetti come Oswald Mathias Ungers e Richard Meier, di maestri del design del livello di Bruno Munari e Philippe Starck, e dei nuovi protagonisti della scena internazionale: Giulio Iacchetti, Ora-ïto (al secolo Ito Morabito), Maarten Baas e Donata Paruccini. (Marco Fornara)





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto