Mostre: Amore e Psiche, il mito sbarca a Mantova

Mostre: Amore e Psiche, il mito sbarca a Mantova

Amore e Psiche. La favola dell’Anima – Mantova, Palazzo Te e San Sebastiano: 13 luglio – 10 novembre 2013


Dopo l’esposizione a Palazzo Barolo (Torino) la mostra sulla fiaba più bella dell’antichità fa tappa a Mantova per incontrare un altro interprete del mito: Giulio Romano, che nella residenza dei Gonzaga illustrò con i miti di Apuleio la volta della sala più sontuosa, quella destinata agli ospiti più illustri e ai banchetti più lussuosi e che prende il nome proprio da Amore e Psiche.

Una storia complessa quella di Amore e Psiche, che ha fornito una miniera di spunti agli artisti. Ci sono l’amore e la bellezza, il duro cammino dell’anima verso la purificazione e verso la divinità in una vicenda che si colora di tutti i sentimenti: ira, invidia, generosità, comprensione, paura e vendetta. La favola, che occupa gran parte de L’Asino d’oro di Apuleio, narra la storia della giovane Psiche, che per la sua straordinaria bellezza scatena la terribile gelosia di Venere, la quale, inconsapevolmente, provoca l’innamoramento tra Psiche e Cupido. Superate le terribili prove richieste dalla dea, Psiche giunge all’Olimpo, dove convola a nozze con il dio Amore. Psiche, anima in greco, soffio, respiro vitale, che ha delicate ali di farfalla. La sua storia è anche storia dell’animo umano, chiamato ad affrontare terribili traversie per raggiungere la sfera divina. Il fascino che la storia di Apuleio ha esercitato sugli artisti supera il tempo, densa com’è di aspetti simbolici e archetipici. E attraverso l’accostamento di reperti archeologici della Magna Grecia e dell’età imperiale romana a opere classiche e contemporanee: da Tintoretto a Canova, da Auguste Rodin a Salvador Dalì , la mostra, che parte proprio dal capolavoro di Giulio Romano; è questa fascinazione che racconta.

Suggestioni che nella contemporaneità trovano nuovi interpreti, come Alfredo Pirri che per l’occasione ha realizzato Passi, un’opera che, sul pavimento della Camera di Amore e Psiche, vede posata un’ampia superficie specchiante in grado di riflettere il soffitto, al centro della quale è posta la Venere italica di Canova.

Interpretando il mito in chiave neoplatonica dove l’errore di Psiche consiste nel ritenere il divino come una realtà tangibile e verificabile con i sensi, mentre è solo il cuore che può percepirne pienamente la presenza, la mostra vuole indurre una riflessione quasi mistica:  “La vita attuale – afferma la curatrice della mostra, Elena Fontanellanega spesso all’uomo gli spazi del sacro. Caoticamente travolti dall’esistenza, siamo impreparati ad affrontare le immense traversate interiori, fatte di vuoti e silenzi, che la vita ci mette davanti. Grazie all’aiuto di una delle favole più belle sull’amore, sulla morte e sulla vita, vogliamo accompagnare il visitatore in questi sentieri dell’anima, sfruttando le immagini artistiche che, nei millenni, si sono ispirate a questa storia”.

Divisa in due sedi, l’esposizione propone nel magnifico tempio di San Sebastiano i reperti archeologici, mentre a Palazzo Te segue le diverse fasi del racconto di Apuleio.
un percorso costellato di capolavori: la Venere dai Musei Capitolini, la Venere Italica (1807-1808) di Antonio Canova e Venere (1528) di Palma il Vecchio, epoi l’Eros dormiente dei Musei Capitolini e la Psiche scopre Amore (XVII secolo) del Candlelight Master, proveniente dalla Galleria Borghese di Roma e attraversando il tempo e le molteplici letture della fiaba ecco il gesso di Pietro Tenerani Psiche svenuta, del 1822 e Amore e Psiche stanti (1810 ca.), capolavoro in gesso del Canova che testimonia la compassione di Zeus che concederà ai due amanti di unirsi nell’immortalità.
Il mito porta così alla luce uno snodo epocale nello sviluppo della religiosità antica e della concezione dell’anima: la capacità di amare è una scintilla divina, e la trasformazione dell’anima attraverso l’amore è un mistero che avvicina a dio”.

L’esposizione, curata da Elena Fontanella è organizzata dalla Fondazione DNArt ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova. (www.palazzote.it ) (a.d)





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