MiTo – settembre musica: grandi nomi per 250 eventi tra Milano e Torino

MiTo – settembre musica: grandi nomi per 250 eventi tra Milano e Torino

Un filo di note lungo duecento chilometri, torna ad unire le due capitali del Nord. Un filo rosso di musica…


Un filo di note lungo duecento chilometri, torna ad unire le due capitali del Nord. Un filo rosso di musica classica e di jazz, di canzone d’autore, di rock, pop e di musica contemporanea, di lirica, di musica antica e di teatro-canzone. E poi le grandi orchestre, solisti d’eccellenza e omaggi ai grandi del passato in un programma dalle dimensioni monumentali. MiTo SettembreMusica, la rassegna che dal 3 al 24 settembre torna per la quarta volta a gemellare Milano e Torino nel nome della musica, sembra destinata a replicare i successi dell’anno scorso, quando oltre 170mila persone seguirono gli appuntamenti distribuiti nelle diverse location del festival.

Jordi Savall

Numeri che – leggendo il programma – promettono d’essere raggiunti e magari superati, tanto più che nella messa a punto di un cartellone così diversificato c’è il proposito di suscitare l’interesse sia degli intenditori sia dei neofiti e sopratttutto, di non lasciare che la musica colta resti appannaggio di pochi. «La bussola che ci consente di tirare brillantemente dritto, nonostante le fatiche provocate dai ridotti finanziamenti, è quella di un pubblico sempre più affezionato e legato al Festival», ha dichiarato qualche tempo fa il presidente di MiTo Francesco Micheli, dunque MiTo come evento destinato a consolidarsi e a crescere (nel 2015, in occasione dell’Expò si pensa ad un programma lungo sei mesi), con l’ambizione di diventare un momento centrale dell’autunno musicale italiano.

Più concerti al giorno – fino a cinque – per 21 giorni, in totale 261 appuntamenti per lo più gratuiti in oltre cento location diverse: dai centri storici alle periferie più remote, in siti anche insoliti e allontanandosi ben oltre i confini delle due città fino a toccare Brescia, Como, Monza, Lecco (Varenna), e a Bricherasio, Magnano, Moncalieri, Rivoli, Venaria Reale.

Per gli appassionati della grande musica sinfonica, imperdibili gli appuntamenti nel bicentenario della nascita di Schumann proposti in entrambe le città con doppio spettacolo e programma diversificato: con Riccardo Chailly e l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per l’inaugurazione del Festival al Teatro alla Scala di Milano.

Sempre a Schumann sono dedicati i due concerti con il violino di Salvatore Accardo mentre Lorin Maazel e l’Orchestre de Paris porteranno al pubblico musiche di Ravel e Debussy inaugurando il Festival al Lingotto a Torino. E ancora: figurano in calendario la Philharmonia Orchestra con Esa-Pekka Salonen, la San Francisco Symphony con la bacchetta di Michael Tilson Thomas e la Filarmonica della Scala diretta da Semyon Bychkov con Lang Lang al pianoforte che affronteranno musiche di Čajkovskij nei grandissimi spazi di Milano, al Palasharp, e di

Maurizio Pollini

Torino, al Palasport Olimpico, per l’ormai consueto appuntamento della grande musica a prezzi popolari in spazi solitamente destinati alla musica rock. Torino quest’anno duplica l’offerta del grande concerto al Palasport Olimpico con una seconda serata sulle note della Nona di Beethoven.

Resta marcata la grande tradizione torinese di affrontare un grande repertorio di musica contemporanea. In cartellone un doppio ritratto dedicato a Helmut Lachenmann e Wolfgang Rihm, «i due volti della Germania musicale di oggi», spiega il direttore artistico, Enzo Restagno, cui si aggiungono le prime esecuzioni assolute di Fabio Vacchi e Michele Dall’Ongaro e il nuovo lavoro di Giorgio Battistelli e Franco Marcoaldi che realizzano con Toni Servillo una pièce teatrale di grande attualità. Vero e proprio festival nel Festival è il focus dedicato al fiammingo Josquin Des Près, contemporaneo di Leonardo Da Vinci, «il più grande degli antichi e il primo dei moderni» come lo ha ricordato Enzo Restagno.

Altro focus è dedicato alla Turchia con l’esibizione dei dervisci rotanti, i canti dei Muezzin, e la banda dei Giannizzeri che attraverserà le strade delle due città in tutta la sua marzialità variopinta. L’interazione tra le tradizioni bizantina e
islamica, ideale cifra della musica di Kudsi Erguner, promette di suscitare grande curiosità.

In occasione del bicentenario della nascita di Chopin e Schumann, doppio appuntamento nelle due città (e programma differente in ciascun recital) per Maurizio Pollini. E ancora, in omaggio ai due grandi del Romanticismo, una nutrita schiera di giovani pianisti sarà protagonista del ciclo Un’ora al giorno con Chopin e Schumann.

Spazio al jazz e al rock con Billy Cobham, che si esibirà a Milano. Promettono scintille l’incontro tra Chick Corea e Stefano Bollani in entrambe le città e le esibizioni di John Cale, Phill Niblock, Nicole Mitchell e la voce di Mina Agossi. Un tributo a Oscar Peterson e a Thelonius Monk, proposto dal trio del giovane pianista Michele Di Toro e la tromba elettronica di Giovanni Falzone con Around Jimi.

Billy Cobham

All’incontro tra musica e letteratura è invece dedicata una delle giornate più suggestive del Festival: Amos Oz, Michele Serra e Fabio Vacchi nel corso di una tavola rotonda coordinata da Francesca Colombo si confronteranno in un dialogo molto atteso e in occasione della prima esecuzione assoluta di D’un tratto nel folto del bosco, melologo di Fabio Vacchi su testo di Michele Serra con la voce recitante di Moni Ovadia.

Nell’ampio segmento del programma riservato ai più giovani, arrivano a Milano l’elettronica dei Motel Connection, una serata con Heavy Trash – la band rockabilly newyorkese formata da Jon Spencer e Matt Verta-Ray – e i Mumford & Sons, una delle band inglesi più acclamate del momento, mentre Torino propone i ritmi coinvolgenti di Moussu T e lei jovents, in bilico tra ritmi occitani e musica nera, l’elettronica di Fabio Barovero, fondatore dei Mau Mau e la classe di Carlo Fava.

Bollabi & Corea

Al mondo dei suoni africani è dedicata una giornata milanese del Festival con tre concerti: dalla Tunisia arriva Brahem, con una proposta artistica dal jazz alla world music; Tony Allen dalla Nigeria, considerato il padre dell’afrobeat, e Idir dall’Algeria, il cantante cabilo più conosciuto all’estero, completano il programma dell’African Day.

Alla tradizionale Festa di chiusura a Milano, il 23 settembre, con la partecipazione di Señor Coconut e la rilettura in chiave elettro-latina di alcune grandi hit del pop, segue, il 24 settembre, la conclusione del Festival a Torino con Cecilia Bartoli. Il grande mezzosoprano italiano, presenterà al pubblico la sua ultima produzione discografica: Sacrificium, la scuola dei castrati.

Per consultare il programma nel dettaglio: www.mitosettembremusica.it

I Dervishi rotanti
Maazel
Toni Servilli (foto di Marco Caselli)
Mehter




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