Mimmo Paladino, ritorno a Casamadre

Mimmo Paladino, ritorno a Casamadre

Apre il 21 novembre alla galleria Casamadre, in piazza dei Martiri, a Napoli, la mostra Paladino. Un percorso tra le recenti opere dell’artista beneventano che in quello stesso luogo trovò molte conferme


Era, quella al primo piamo del magnifico Palazzo Partanna, la galleria di Lucio Amelio. In quegli spazi eleganti, su quelle pareti bianche è stato scritto un capitolo straordinario della storia culturale cittadina, un capitolo durato un quarto di secolo, e interrotto solo dalla prematura morte del gallerista, nel 1994. Edoardo Cicelyn, che di Amelio fu collaboratore, dopo le cocenti polemiche che ne hanno accompagnato l’ultimo periodo alla direzione del Madre, ha aperto, lo scorso giugno, lo spazio espositivo. Lo ha chiamato Casamadre, nome evidentemente dalla doppia valenza (quella che ci piace di più è proprio relativa alla casa – madre che ha rappresentato la galleria di Amelio per la cultura del contemporaneo a Napoli) e come collettiva d’apertura ha portato un “gruppetto” di nomi le cui opere quelle sale, anni addietro, avevano frequentato:  Jannis Kounellis,  Anish Kapoor, Domenico Bianchi,  Francesco Clemente, Antony Gormley, Barry Le Va, Michelangelo Pistoletto, Luciano Fabro e lo stesso Paladino.
Un filo che non sembra mai essersi interrotto, almeno nelle intenzioni, certo nei sentimenti.

E dopo la collettiva ora di turno, Mimmo Paladino, che di presentazioni non ha bisogno.

(a.d)

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