Milano, tre nuove mostre al museo del Novecento

Milano, tre nuove mostre al museo del Novecento

Tre nuove mostre da giovedì al museo del Novecento: una dedicata al pittore Aldo Carpi, una al designer Alessandro Mendini…


Tre nuove mostre da giovedì al museo del Novecento: una dedicata al pittore Aldo Carpi, una al designer Alessandro Mendini e una terza intitolata Fuori! – Arte e spazio urbano 1968-1976. Le mostre saranno aperte al pubblico dal 15 aprile al 4 settembre, tranne quella di Mendini che chiuderà il 31 luglio.

Prima d’illustrarle brevemente, va sottolineato che le opere in esposizione fanno parte delle Civiche Raccolte del Comune di Milano, nel cui catalogo figurano 4000 opere, di cui solo 400 presenti nel percorso espositivo permanente del museo.

Ugo La Pietra, Commutatore - Per oggi basta

Fuori! – Arte e spazio urbano 1968-1976 è una mostra curata da Silvia Bignami e Alessandra Pioselli che presenta alcuni momenti significativi del rapporto tra arte e spazio urbano in Italia tra 1968 e 1976. L’obiettivo è far luce su un periodo cruciale della storia dell’arte pubblica in Italia, negli anni in cui gli artisti scendono in strada, “fuori” appunto, dal museo e dalle gallerie, per confrontarsi con il mondo reale e coinvolgere un pubblico più ampio, attraverso performance, azioni, animazioni, installazioni, sculture. Mossi da motivazioni politiche, sociali e ideologiche, si trovano a dover ridefinire il loro linguaggio per una “riappropriazione creativa del tessuto urbano”.
Per capire la vicenda artistica di quegli anni, la mostra ripercorre alcune tappe significate, come gli interventi di Amalfi del ’68, Campo Urbano a Como nel ’69, il Festival del Nouveau Réalisme a Milano nel ’70, gli interventi di Volterra del ‘73 e la ricognizione operata in occasione della Biennale di Venezia del 1976.
In mostra anche i gonfiabili di Franco Mazzucchelli allestiti fuori dai cancelli dell’Alfa Romeo di Milano (1971); l’azione sonora di Maurizio Nannucci (Firenze, 1976); i “lenzuoli” di Giuliano Mauri alla Palazzina Liberty (1976); le azioni sul territorio di Ugo La Pietra e le prime ricerche “multimediali” del Laboratorio di Comunicazione Militante. E ancora, gli interventi di Piero Gilardi a Torino; le pratiche di progettazione partecipata di Riccardo Dalisi a Napoli (1972/76); l’utilizzo delle photomatic da parte di Franco Vaccari (Photomatic d’Italia, 1972/74); la “passeggiata con la sfera” di Michelangelo Pistoletto, riproposta dal film di Ugo Nespolo (1968/69); l’operazione “Dissuasione manifesta” negli spazi della comunicazione pubblicitaria e l’Arte Ambientale Urbana di Franco Summa.
La mostra completa idealmente il percorso espositivo del Museo del Novecento, che si conclude agli anni Sessanta, con lavori pensati per superare il limite tradizionale del quadro o della scultura: dagli ambienti programmati e cinetici all’arte povera e all’Habitat di Luciano Fabro.

Aldo Carpi, La mia Famiglia

Aldo Carpi – Il sogno, un’aria di famiglia è invece una monografica
curata da Antonello Negri e Marta Sironi che approfondisce l’opera di un artista fondamentale della Milano degli anni Venti e Trenta. Insegnante a Brera e membro della Commissione Consultiva della Galleria d’Arte Moderna, Carpi è sempre stato presente alla Biennale di Venezia, dal 1914 al 1952. Al centro della mostra il suo quadro “La mia famiglia”, esposto alla Biennale di Venezia nel 1930 e acquistato dal Comune di Milano nel 1933, dove il pittore si autoritrae al cavalletto, con la moglie e i sei figli, tre dei quali (Fiorenzo, Pinin e Cioni) diventeranno anch’essi artisti.

Aligi Sassu, Leone

Alessandro Mendini per Antonio e Marieda Boschi-Di Stefano
Negli spazi dedicati agli Archivi del Novecento l’architetto e designer Alessandro Mendini ha curato l’esposizione, dedicata agli zii Antonio e Marieda Boschi-Di Stefano, di un’importante selezione di opere su carta proveniente dalla ricchissima collezione (oltre duemila opere) donata al Comune di Milano nel 1974. I 47 disegni, mai esposti prima, includono opere di Modigliani, Brindisi, Dova, Fontana, Baj, Carmassi e Chighine, oltre a due piccole incisioni “prefuturiste” di Umberto Boccioni e una tela, l’unica della mostra, dell’artista e architetto austriaco Friedrich Hundertwasser.





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