Milano, ecco la mostra di Takashi Murakami

Milano, ecco la mostra di Takashi Murakami

Apre oggi al pubblico e rimarrà allestita sino al 7 settembre a Palazzo Reale ‘Takashi Murakami – Il ciclo di Arhat’. Il Comune di Milano è la prima istituzione pubblica italiana a presentare un’ampia esposizione dell’artista giapponese. La mostra è curata da Francesco Bonami


Arriva a Milano Takashi Murakami ed è evento.  Della mostra avevamo giù fornito anticipazioni (QUI) e invitato il pubblico a non perdere l’appuntamento, tanto per farsi un’idea su questo artista apprezzato in tutto il mondo e con la stessa forza contestato da parte della critica. Invito che va reiterato, sottolineando come a vantaggio di Murakami va l’innegabile capacità di far convivere nelle sue opere cultura pop e tradizione giapponese, iconografia manga e buddhista, promuovendo il suo lavoro anche attraverso un’attività commerciale di massa. Si può pensare che la ridondanza di Murakami, il suo smodato attingere al pop più kitsch serva a nascondere il nulla; a saziare gli occhi tenendo a digiuno l’emozione, persino quando affronta temi seri, siano la spiritualità o il disastro di Fukushima. Ma come ogni artista “controverso” la platea di sostenitori è ampia, e l’ha portato al successo. La mostra milanese arriva dopo l’ampia mostra itinerante   © MURAKAMI   e la grande retrospettiva realizzata nei fastosi saloni della Reggia di Versailles, quella di Palazzo Reale   indaga le rinnovate modalità di pittura utilizzate dall’artista negli ultimi due anni e propone tecniche e stili sviluppati dall’artista a partire da ‘Ego’ ,   la grande rassegna del 2012 tenutasi all’Al Riwaq Hall di Doha nel Qatar.

Una mostra eccezionale,  – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Cornoche è allestita in un luogo speciale della nostra città. La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la cui storia, dall’epoca dei balli sfarzosi delle corti europee ai tragici bombardamenti della seconda guerra mondiale, è un simbolo in perfetta sintonia con le opere di Murakami, testimonianza della vita e del suo ritmo, che può essere al tempo stesso tragico e meraviglioso. Siamo orgogliosi di essere la prima amministrazione italiana ad ospitare Murakami in una sala pubblica. La sua mostra – ha spiegato Del Corno – è un regalo a sorpresa che abbiamo voluto fare ai milanesi e ai visitatori che saranno in città nei mesi estivi, insieme con un altro dono straordinario: la prima europea in esclusiva del film   Jellyfish Eyes’, il primo lungometraggio dell’artista (proiettato stasera, ore 20, al cinema Apollo ndr)“.

 

Ad accogliere i visitatori i riflessi di luce della scultura ‘Oval Buddha Silver’ (2008), capolavoro di tecnica sia per gli attraenti minuziosi dettagli, sia per l’imponente quanto inquietante presenza. Il percorso espositivo prosegue con la presentazione di tre ‘Arhat’ di grande formato, tra i 5 e i 10 metri di lunghezza, pensati in risposta al recente grande terremoto in Giappone nel 2011. Il termine ‘Arhat’  deriva dal sanscrito e significa ‘essere che ha raggiunto l’illuminazione’. La fonte delle immagini rappresentate in questi dipinti è un antico racconto che narra le vicende dei monaci Buddisti che affrontano il declino e la morte, in cui mostri demoniaci e monaci decrepiti in tonache e paramenti tradizionali vagano percorrendo paesaggi psichedelici.

In mostra anche una selezione di autoritratti, simbolo della continua ricerca che Murakami ha condotto sulla propria immagine e sulla percezione perennemente mutevole del proprio posto nell’universo. Infine, una terza serie di dipinti, appositamente realizzati per l’esposizione, ritrae una costellazione di teschi che – quasi come in una cascata – si sovrappongono l’uno con l’altro, fondendosi insieme: colori e forme psichedeliche si pongono così in definitivo contrasto con l’aspetto macabro del soggetto.

 





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