Milano, in mostra il Codice Trivulziano

Milano, in mostra il Codice Trivulziano

Castello Sforzesco, Milano. Il Codice Trivulziano di Leonardo Da Vinci esposto in Sala Del Tesoro. Il Codice resterà in mostra fino a domenica 1° dicembre, inaugurate ieri le tre postazioni per la “consultazione virtuale”, grazie alle quali sarà sempre “leggibile”


Bookcity è anche l’occasione per la straordinaria esposizione del Codice Trivulziano di Leonardo da Vinci, il ‘libretto d’appunti’ autografo in cui il Maestro ha dato prova, forse più che in tutti gli altri 22 codici attualmente esistenti in giro per il mondo, del suo incredibile eclettismo e della molteplicità dei suoi interessi. Oggi presentiamo anche, insieme a Bank of America Merryl Linch che ha creduto in questo progetto e lo ha sostenuto sin dall’inizio, le tre postazioni informatiche frutto del processo di digitalizzazione del Codice, che consentiranno a tutti i visitatori di sfogliarlo virtualmente pagina per pagina, ingrandendolo fino a 20 volte l’originale, e che resteranno per sempre nelle sale museali del Castello”. Così l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno ha annunciato ieri durante l’incontro di presentazione del progetto di digitalizzazione del Codice Trivulziano, previsto dal programma di BookCity.

Il Codice Trivulziano, dunque, oltre ad essere visibile in una teca, appoggiato su un cuscino di velluto blu, da oggi e per i prossimi dieci giorni, sarà “leggibile”da chiunque e per sempre dalle tre postazioni informatiche realizzate e quindi sempre virtualmente consultabile – fino al 2 febbraio nella Sala del Tesoro, successivamente nel percorso museale del Castello Sforzesco – grazie alla riproduzione in alta definizione dell’originale: un progetto che il Comune di Milano ha realizzato in Biblioteca Trivulziana, grazie alla collaborazione tecnica di Haltadefinizione.

Per ragioni conservative, infatti, il Codice non può essere esposto se non per brevissimi periodi, né sfogliato se non previa autorizzazione ed esclusivamente per comprovate ragioni scientifiche. Il Codice autografo, conservato in condizioni di sicurezza presso la Biblioteca Trivulziana al Castello dal 1935, racconta attraverso immagini e parole l’esperienza umana e intellettuale dell’artista durante gli anni del primo soggiorno milanese, dal 1487 al 1493 circa. Nel manoscritto trovano infatti posto disegni raffiguranti studi di fisiognomica, bozzetti architettonici per il Duomo e altri edifici della città, schemi di strumenti meccanici e macchine belliche, oltre a lunghe liste di vocaboli che documentano il tentativo dell’artista di arricchire il suo patrimonio lessicale impadronendosi di vocaboli derivati dal latino, per rivendicare la dignità scientifica del suo lavoro e accedere in modo più completo a scritti di umanisti e uomini di scienza.

Insieme e intorno al Codice prende vita fino al 2 febbraio nella Sala del Tesoro la mostra “Intorno a Leonardo – Rarità dell’Ente Raccolta Vinciana al Castello Sforzesco”,
che offre a un pubblico ampio un patrimonio solitamente utilizzato dagli specialisti e mostra come le opere di Leonardo (autografe o a lui anticamente attribuite) sono state recepite lungo trecento anni e come si è formata l’immagine del ‘mito’ leopardiano. Esposte alcune delle più preziose edizioni antiche (dal XVI al XVIII secolo) di proprietà dell’Ente, come il libro di Giuseppe Bossi sul Cenacolo con postille autografe di Stendhal, una edizione illustrata del De Humana Physiognomia di Giovanni Battista Della Porta e un raro opuscolo leonardesco di Karl Marx.
La mostra è a cura di Edoardo Villata, docente di Storia dell’arte moderna all’Università Cattolica di Milano.

 

(r.v)





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