Michele Riondino: “La vertigine del drago” è il suo debutto alla regia teatrale dopo “Il giovane Montalbano”

Michele Riondino: “La vertigine del drago” è il suo debutto alla regia teatrale dopo “Il giovane Montalbano”

Il giovane Montalbano lascia i panni dell’attore televisivo e torna alla sua prima passione, il teatro con il debutto alla regia e il ruolo di protagonista nella piece di Alessandra Mortelliti. Stasera la prima a Spoleto durante il “Festival dei due mondi”.


Interpretata da Michele Riondino e dalla stessa scrittrice dell’opera, La vertigine del drago debutterà questa sera alle 21 all’Auditorium della Stella, nell’ambito del 55mo Festival dei Due Mondi (replica sabato sempre alle 21) di Spoleto, con la supervisione del testo di Andrea Camilleri. La scenografia e i costumi sono di Biagio Fersini e il disegno luci di Luigi Biondi.

La Vertigine del Drago racconta di Francesco e Mariana. Lui skinhead,  fisicamente e verbalmente privo di pietà e comprensione. Lei, zingara zoppa ed epilettica, a tratti fragile, disadattata. I due, entrambi soli, intessono un legame legato alle loro problematicità e mettono in scena una relazione goffa, buffa e a tratti divertente. Durante un agguato ad un campo rom ad opera di un gruppo di neonazisti, Francesco rimane gravemente ferito e per riuscire a mettersi in salvo prende in ostaggio Mariana.

 

 

In un angusto e squallido garage, nell’attesa della telefonata dell’Ordine che dia indicazioni sul da farsi, i due sono costretti ad una convivenza forzata. Si apre così una finestra su un duplice livello di lettura: da un lato l’attualità di una criminalità tipica del nostro tempo, dall’altro l’incontro di due personalità per certi versi agli antipodi, ma vicini nelle criticità delle loro persone, estremamente sole, arrabbiate, tradite dalla vita.

 





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