Michelangelo Pistoletto, 80 anni tra un mese e una biografia tutta da leggere

Michelangelo Pistoletto, 80 anni tra un mese e una biografia tutta da leggere

Librolandia edizione numero 26 pone la parola fine. L’ultimo giorno del Salone del Libro di Torino ci regala la biografia di Michelangelo Pistoletto, 80 anni tra un mese


 

La “carta bianca” che gli ha concesso il Louvre è solo l’ultimo riconoscimento che il mondo ha tributato a Michelangelo Pistoletto, l’artista biellese che, alla vigilia degli 80 anni (li compirà il 25 giugno), e una carriera lunga sei decenni che lo pone nel gotha degli artisti più influenti della contemporaneità, instancabilmente porta avanti la sua rivoluzione, o meglio, la 4527255_0richiesta, urgente, di un nuovo rinascimento, di un altro paradiso, il Terzo Paradiso   “una nuova matrice di pensiero per immaginare altre relazioni tra l’uomo e la società, così come un’altra economia del mondo” . Ed è un nuovo che solo l’arte in quanto “fonte di energia mentale e visiva”, di dialogo e partecipazione può promuovere, può vedere, immaginare.

Di questo – e altro – si parlerà oggi al Salone (ore ore 16.30 Sala Rossa) nell’ambito dell’incontro  tra Pistoletto, e Alain Elkann in occasione della presentazione del volume “La voce di Pistoletto”, (Bompiani) scritto da Elkann con l’artista. Non senza ironia, a richiamo di quegli specchi che ne hanno connotato l’esperienza artistica, Pistoletto si fa ritrarre per la foto di copertina con un abbagliante paio di occhiali “a specchio”. Ancora una volta ci invita a “riflettere” su noi, attraverso l’arte, anche.

Per Pistoletto è una prima volta, la prima volta che dà parole scritte al racconto della sua vita porgendolo all’intervistatore Elkann.

Pistoletto rievoca così la sua storia più intima: l’infanzia, la vita in famiglia, gli affetti, mostrando come i luoghi del suo vivere (Torino e Biella, Sansicario e Corniglia) siano indissolubilmente intrecciati a quelli del suo lavoro d’artista, cominciato a quattordici anni con il restauro di quadri antichi nella bottega paterna. È la storia di un successo crescente, scandito dall’incontro con galleristi, critici, collezionisti e curatori di grande fama, ma soprattutto dal confronto e dalla continua interrogazione dei maestri riconosciuti: Francis Bacon, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Alberto Burri, Robert Rauschenberg, Alberto Giacometti, Balthus. Dagli anni cinquanta ai giorni nostri, da New York a Parigi, e a Vienna, dove centrale è l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti, si delinea un lungo e affascinante itinerario. Dai primi autoritratti fra l’astratto e il materico ai Quadri specchianti, vero nucleo fondante della poetica di Pistoletto, dagli Oggetti in meno, precorritori dell’arte povera, alle azioni del gruppo Lo Zoo, prime manifestazioni della Creative Collaboration, fino al Terzo Paradiso e alla Cittadellarte, che fonda un sistema aperto delle conoscenze per realizzare l’idea di un’umanità responsabile, ecco un unico fil rouge che pone l’arte come fonte di ‘energia mentale e visiva’, ossia come spirito, e insieme come forma di dialogo e partecipazione: uno strumento primario per vedere il mondo e agire in esso, in una continua dialettica fra logica individuale e sociale”.

(a.d)

 

 





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