Marco Bellocchio, New York gli rende omaggio

Marco Bellocchio, New York gli rende omaggio

Il MoMa propone una retrospettiva di Marco Bellocchio curata da Jytte Jensen, curatrice del Dipartimento di film del MoMA e da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero di Cinecittà Luce. Un prestigioso tributo ad un immenso regista italiano


Il MoMA e Cinecittà Luce presentano dal 16 aprile al 7 maggio, a New York una retrospettiva dedicata a celebrare i 50 anni di carriera di Marco Bellocchio.  In programma 18 film ad offrire una straordinaria panoramica sulla poetica di Bellocchio, sl suo obiettare le ideologie prevalenti, la chiesa e la sinistra radicale in egual misura, sfidando le nozioni di moralità e famiglia. Con originalità e raffinatezza visiva, Bellocchio ha affrontato temi che mettono in discussione i poteri forti, i censori, e talvolta anche il pubblico. Ha affrontato la psicoanalisi, il patriarcato, la sessualità, il ruolo delle donne, la famiglia, la chiesa, la politica, la stampa, il diritto di morire, l’anarchia e il terrorismo, tra gli altri. Comprendono una vasta gamma di generi e temi, ma i suoi film rimangono personali, riflettendo senza compromessi le sue opinioni e la sua idea artistica. La retrospettiva, che fa seguito a due precedenti collaborazioni tra il MoMA e Cinecittà Luce dedicate a Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini, presenta in versione restaurata la maggior parte delle produzioni cinematografiche di Marco Bellocchio , dai suoi primi film all’ultimo.

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Dal debutto alla regia con I pugni in tasca ( 1965), film profetico delle rivoluzioni studentesche fine del 1960, tra i primi film italiani a dare voce alla rabbia e all’alienazione che avrebbe definito la generazione del 1968 all’ultimo film di Bellocchio, Bella addormentata ( 2012), racconto costruito attorno alla battaglia legale riguardante il destino di Eluana Englaro, in coma vegetativo per 17 anni, al film di apertura della rassegna,  Il Regista di Matrimoni ( 2006). Farsesco e cinico in egual misura, il film è una critica sincera dello stato dell’industria cinematografica italiana e, per estensione, dell’intera società. Un film emblematico dell’arte di Bellocchio, capace di giocare su piani stilistici differenti: l’elemento fiabesco, il sogno, il grottesco. Ogni storia gioca su livelli diversi, dal dramma domestico (un senatore liberale rischia di perdere l’amore di sua figlia profondamente religiosa) , al realismo sociale (un giovane medico lotta per salvare una tossicodipendente da se stessa ), al delirio lirico (una famosa attrice crea uno spettacolo teatrale attorno a sua figlia , una giovane donna tenuta in vita da un respiratore).





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