Mancio e Stigma, la dura vita degli Emo da Zelig alla libreria

Mancio e Stigma, la dura vita degli Emo da Zelig alla libreria

Il successo dei Mancio e Stigma a Zelig 2011 è stato tale da spingerli in scena per undici puntate su…


Il successo dei Mancio e Stigma a Zelig 2011 è stato tale da spingerli in scena per undici puntate su dodici, a fronte delle tre previste inizialmente. E così da gennaio il gruppo – al secolo Marco Mancin, Patrizia Cammarota e Angelo Grasso – farà parte del cast fisso dell’edizione 2012. Li ricordate? Sono i tre irresistibili Emo che raccontano alla platea televisiva tutta la “sofferenza” della loro vita post – dark. Dai prossimi giorni li ritroveremo in libreria con Ti lovvo. Parola di Emo (Rizzoli), un libro ricco di strisce a fumetti e stickers che contiene una promessa e una minaccia. La promessa è che si ride tanto, la minaccia è che anche tuo figlio potrebbe diventare come loro.

Dalla quarta di copertina: Chi sono davvero questi giovani vestiti di nero anche a Ferragosto e innamorati del dolore? Cosa pensano, cosa sognano? Non è facile essere un emo, vivere ogni giorno sotto la lente di chi vorrebbe capire chi sei, quali sono i tuoi modelli, qual è il tuo posto nel mondo. Per fortuna, nell’ultima edizione di Zelig, gli emo italiani hanno trovato una voce, anzi, tre. Sono Enzo, Mara ed Eosvaldo che – con i loro tempi – ci spiegano i cardini di una vita emo: la dura sopportazione di nonni che rifiutano di farsi chiamare più modernamente “grandfathers”, la frangia con le doppie punte, i piercing, gli occhi truccati. E, su tutto, il momento catartico per eccellenza: il concerto. Ma guai a ballare, ai concerti emo si poga soltanto. Nella speranza di cadere, essere calpestati dalla calca per tutta la sera e tornare a casa con due costole rotte.





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