L’Odalisca di Matisse e il ritorno in Venezuela

L’Odalisca di Matisse e il ritorno in Venezuela

L’Fbi ha riconsegnato al museo di arte contemporanea di Caracas l’Odalisca in pantaloni rossi di Henri Matisse ed in Venezuela si festeggia


Quando Matisse è morto, mi ha lasciato l’odalisca in eredità odalisca, e questa è la mia idea d’Oriente, anche se non sono mai stato lì”, lo disse Pablo Picasso in evidente omaggio al talento dell’amico e rivale Henri Matisse che l’oriente, invece, lo conosceva (il Marocco per meglio dire) e di odalische ne aveva dipinte almeno una cinquantina tra il 1919 ed il 1949. Donne fatte di linee e colore, colore puro, vivo, sensuale. L’Odalisca in pantaloni rossi (valore stimato sui 3milioni di euro, dipinta nel 1925) è stata a lungo l’orgoglio dei curatori di museo d’arte contemporanea di Caracas, era la loro Monna Lisa, il pezzo forte della casa.

Ma in un cupo giorno del 2002, il capolavoro scompare. I ladri non lasciano nessun indizio. Il museo è in lutto e dopo qualche tempo, una copia è collocata al posto dell’originale, forse per mantenere viva la speranza. Poi la polizia di Miami fa il colpaccio, catturando, alla fine del 2012 due sospetti. Erano trascorsi dieci anni dalla scomparsa del quadro. Pedro Guzman e Maria Ornelas Lazo finiscono nella rete degli investigatori dell’FBI che, passandosi per appassionati d’arte, si dicono disposti a pagare 600mila dollari per entrare in possesso dell’opera. I ladri abboccano, scattano le manette ma il Museo di Caracas ha dovuto attendere due anni e la fine delle indagini negli Stati Uniti per recuperare la bella odalisca ed il suo ritorno a casa, nei giorni scorsi, è stato salutato come un evento nazionale.





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