Leonardo da Vinci, oracolo della medicina del futuro

Leonardo da Vinci, oracolo della medicina del futuro

“Leonardo da Vinci: mechanics of man”, the Queen’s gallery – palazzo di Holyroodhouse, Edimburgo, fino al 10 novembre. Una mostra che affianca ai disegni anatomici di Leonardo risonanze magnetiche e radiografie con esiti imprevedibili…


Ancora una mostra sui disegni di Leonardo? Ancora nel regno Unito? Sì, ma anche questa è un’occasione da non perdere, così come è da segnare in agenda tra le imperdibili l’esposizione che tra qualche tempo s’aprirà a Venezia, alle Gallerie dell’Accademia, dove saranno esposti una cinquantina di disegni del Maestro, tra cui il celeberrimo Uomo Vitruviano, quell’esempio insuperato di una ricerca d’armonia che Leonardo trovò nella perfetta coerenza matematica, ma che poi rappresentò con sguardo d’artista (v’invitiamo a leggere l’articolo relativo per approfondire l’argomento). La mostra di Edimburgo affronta la duplicità leonardesca d’artista e di uomo di scienza da un altro punto di vista: quello medico. In breve ci dice che se i famosi disegni anatomici di Leonardo fossero stati oggetto di studio da parte degli studenti di medicina, saremmo arrivati a certi traguardi molto prima, questo perché si tratta di disegni scientificamente impeccabili e, per sottolinearlo, i fogli ingialliti vengono messi a confronto con le più nuove evidenze diagnostiche: scanner, radiografie, risonanze magnetiche, modelli 3D

 

La mostra è curata da un’eminenza nel campo dell’anatomia clinica, Peter Abrahams, professore presso l’Università di Warwick che non nasconde di usare da quarant’anni proprio i fogli di Leonardo per insegnare i principi di base dell’anatomia agli studenti.

In esposizione una trentina di originali, parte dei 600 disegni dell’artista che appartengono alla corona britannica dal 1690. Oggi la grandezza dell’anatomista Leonardo è ampiamente riconosciuta, ma per almeno 300 anni non è stato così. “Nessuno capiva perché erano disegni troppo avanzate per il loro tempo“, ha spiegato Abrahams aggiungendo: “Ha colpito quasi tutto. Ci sarebbero voluti da 300 a 400 anni perché il resto del mondo giungesse alle stesse conclusioni. Gli errori sono minimi e dovrebbero essere considerati un prodotto di un tempo in cui non c’era una sola guida anatomica”. Dunque Leonardo è partito da zero e per il professor Abrahams se i disegni fossero stati pubblicati nel XVI secolo la scienza sarebbe oggi ” tra i 50 e i 70 anni avanti.” “L’anatomia sarebbe diventata di moda, come lo sono ora gli studi genetici. Tutti i bambini intelligenti dell’epoca avrebbero iniziato a indagare il corpo umano. Chissà cosa sarebbe successo…”.

La storia ci dice che dal 1507, quando Leonardo da Vinci decise di sezionare il corpo d’un vecchio “che sosteneva di avere 100 anni” descrivendo per la prima volta nella storia, i sintomi della cirrosi; seguirono molte scoperte, come il primo disegno della spina dorsale, la realizzazione di un modello della circolazione sanguigna, il disegno pioneristico di un feto nel grembo materno. Nella mostra è posto accanto a un modello 3D di un feto di quindici settimane generato con gli ultrasuoni. Il confronto non sminuisce il disegno datato 1510. (a.d)





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto