La figura del postino nel mondo dell’arte, della scrittura e del cinema

La figura del postino nel mondo dell’arte, della scrittura e del cinema

Il postino: una professione antica e moderna allo stesso tempo che ha trovato espressione anche nel mondo dell’arte, del cinema e della scrittura


Sebbene, in tempi moderni, sia possibile recapitare un pacco o qualsiasi altra cosa da una parte all’altra del mondo con un semplice click, il ruolo del postino ha sempre avuto e ancora mantiene una certa rilevanza nel mondo dell’arte, della poesia e anche del cinema. In fondo siamo abituati al “postino che suona sempre due volte” per consegnarci la posta e soprattutto nei piccoli centri anche tale routine assume il carattere della familiarità e dell’amicizia con l’uomo delle Poste che spesso gira in bici o in scooter. In Italia tanti i servizi che Poste Italiane mette a disposizione, tra cui spicca Ioinvio, per spedizioni nazionali e internazionali (qui troverai ulteriori info su costo spedizione pacchi).

Il postino nel mondo dell’arte: Van Gogh

Nello sconfinato mondo dell’arte la figura del postino trova un bellissimo riferimento in Joseph Roulin ritratto da Van Gogh. Nel 1888 Vincent Van Gogh arrivò ad Arles e qui conobbe Roulin, postino della piccola cittadina della Provenza e suo vicino di casa. Fra i due nacque un’amicizia e proprio in quel periodo Van Gogh, colto da un raptus dopo essere stato rifiutato da una prostituta di cui si era innamorato, si tagliò un orecchio. Il suo amico postino lo andava a trovare ogni giorno in ospedale e una volta terminata la degenza sembra che lo abbia anche accompagnato a casa. Roulin aveva 47 anni ed oltre al ritratto più famoso in cui Van Gogh lo ha dipinto in uniforme, l’artista lo ha anche colto in un primo piano ed in un quadro in cui è presente tutta la sua famiglia.

Il postino nel mondo della scrittura: Charles Bukowski

Che Bukowski sia stato uno dei scrittori più famosi d’America e del mondo è sicuramente fuor di dubbio. Sapete anche che prima di dedicarsi completamente alla scrittura Bukowski era un postino? Il suo stile di vita è sempre espressione di donne, alcool, sigarette, genio e sregolatezza. Anche i suoi scritti, spesso, rimandano a tutto ciò. Il suo editore John Martin fondo la Black Sparrow proprio per pubblicare gli inediti di quello che sarebbe diventato un famosissimo scrittore, offrendo a Bukowski 100 dollari al mese, nel 1965, per far sì che Bukoswki lasciasse definitivamente il suo lavoro di postino. In pratica, la cifra che era necessaria allo scrittore per pagarsi l’affitto, per le spese personali e per pagare gli alimenti alla sua ex moglie. Da qui nacque il primo famosissimo romanzo di Bukowski: Post Office. In questo libro si racconta di Henry Chinaski (l’alter ego di Bukowski per tutta la vita), stanco di essere sottomesso al suo capo e di consegnare la posta da un luogo all’altro di una fredda Los Angeles. In questo romanzo l’ufficio postale è la metafora della società organizzata da cui ci si può liberare licenziandosi e vivendo la vita alla giornata, come lo scrittore, in fondo, aveva deciso di fare.

Il postino nel mondo del cinema: Michael Radford

Il famoso libro di Antonio Skármeta “Il postino di Neruda” ha trovato la sua trasposizione cinematografica ne Il Postino, il film di Michael Radford del 1994 nel quale ha recitato un superbo Massimo Troisi. Una storia molto semplice e toccante: Mario Ruoppolo vive su un’isola di pescatori che ha dato asilo politico allo scrittore Pablo Neruda. Mario diventerà prima suo postino e poi anche amico. Grazie a Neruda Mario si avvicina alla poesia e grazie alla poesia conquista Beatrice, la donna di cui si innamora. Il film è bellissimo e molto emozionante, se si pensa al fatto che Massimo Troisi è morto per problemi di cuore a 12 ore dal termine delle riprese del film. L’attore avrebbe dovuto operarsi in America prima del film, ma dichiarò sempre di volerlo girare “con il proprio cuore”. E così è stato.





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