Kunstart 2010: l’arte giapponese invade Bolzano

Kunstart 2010: l’arte giapponese invade Bolzano

“Non teme la crisi la passione per il bello”, più che uno slogan un auspicio quello adottato da “Kunstart 10”,…


Non teme la crisi la passione per il bello”, più che uno slogan un auspicio quello adottato da “Kunstart 10”, expò d’arte contempornaea che nel prossimo week end (dal 5 al 7 marzo, ore 10-18) animerà la Fiera di Bolzano, in abbinamento ad  “Arredo”, rassegna dedicata dal design.

Settanta espositori provenienti da undici Paesi, mostre, progetti speciali e iniziative collaterali rappresentano il nucleo dell’evento  che si completa con Focus Japan:  una finestra aperta sul Giappone che unirà diverse gallerie di Tokyo ad altre italiane che ne seguono con attenzione arte e mercato.  Una scoperta non nuova ma che lascia sempre margini di stupore.

L’arte occidentale ha infatti incontrato da vicino la cultura giapponese ormai nel XIX secolo – dall’Impressionismo sino ad arrivare a Marcel Duchamp queste influenze sono diventate dati storici -,  e proprio grazie a questa “conoscenza storica” nel boom dell’arte contempornea orientale, dove spiccano celebrati esempi cinesi e coreani, il Giappone si pone come interlocutore diretto per l’Occidente in un sistema dove la cultura tradizionale è ancora uno sfondo essenziale. La volontà di affermare una visione globale del mondo e una straordinaria precisione esecutiva, anche quando gli artisti usano tecniche multimediali, quali video o la fotografia rappresentano il contributo più significativo dell’arte giapponese al panorama internazionale. E ciò proprio in virtù della sopravvivenza della pittura tradizionale, che influenza gli artisti di oggi non solo  da un punto di vista tecnico, ma anche da quello interiore. Infatti per i giapponesi un opera d’arte non è completa se non ha “Ki-in“, ovvero la “nobiltà interiore“.

Ma torniamo allo slogan della fiera diretta da Giuseppe Salghetti Drioli e all’interessante spiegazione che ne danno gli organizzatori che propongono diversi eventi dedicati agli artisti emergenti (il programma completo su www.kunstart.it).
“Tutto parte dalla consapevolezza che, proprio in tempi bui, la struttura aperta di eventi come le fiere d’arte possa rivelarsi più adatta di altre a reinventarsi e a dare rilevanza al lavoro degli artisti contemporanei. Perché è noto: la crisi incombe, è finita la sbronza delle aste milionarie trasformate in party, dove un ristretto club di collezionisti faceva a gara a chi spendeva di più e più velocemente. Da tutto questo sta per emergere una nuova generazione di artisti insospettabili, pronti a rianimare mercanti in apnea e collezionisti in crisi di astinenza; e una generazione di gallerie che tornano a fare vera ricerca. Perché quando il telefono piange e il collezionista latita, critici e galleristi, anziché frequentare cene e feste, tornano a rovistare negli studi degli artisti, che più sconosciuti sono meglio è. Accadde già alla fine degli anni ‘80: il crollo, poi la rinascita. Con guadagni straordinari per chi aveva saputo cogliere l’attimo giusto. Molti dei nomi diventati familiari in questi anni scompariranno dal radar dell’arte contemporanea, mentre altri, snobbati perché non abbastanza di moda, si rafforzeranno. E anche questa volta la crisi agirà come una cartina di tornasole, aiutando a capire cosa è una patacca e cosa no. La selezione qualitativa è sempre più una selezione naturale, di stampo darwiniano: oggi solo le gallerie più solide sono in grado di sostenere le fiere, che comportano costi enormi (i galleristi giapponesi, per fare un esempio, affrontano 10.515 km di volo e ingenti costi di trasporto via mare delle opere che esporranno). Se li affrontano, è perché Bolzano sta riuscendo ad affermarsi come un’appetita vetrina per l’arte contemporanea nel cuore del nord est europa”.

Morale della favola: l’ottimismo produce buoni affari. Per chi è tutto da vedere.

Di seguito una selezione di lavori di artisti giapponesi in mostra





COMMENTI

  • andrea nobile - -

    Io ho visto la fiera (bellissima) e ho anche acquistato un’opera… Non so se è stato un affare ma ogni giorno me la godo!!!

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