Khaled Jarrar, artista palestinese “resistente” trattenuto dai soldati israeliani

Khaled Jarrar, artista palestinese “resistente” trattenuto dai soldati israeliani

Khaled Jarrar trattenuto in Cisgiordania dai soldati israeliani mentre era in viaggio verso New York per l’inaugurazione di una mostra curata da Massimiliano Gioni. Effetto collaterale di una guerra (minimo effetto rispetto ai 180 morti sin qui registrati) che pure diventa emblematico


Khaled Jarrar, artista palestinese di Ramallah, è noto in tutto il mondo. Le sue opere sono richiestissime in fiere e biennali, e lui, volentieri, porta in giro nel mondo la sua testimonianza di artista “resistente”. Questa volta no, la mostra “Qui e Altrove” dedicata al mondo arabo che si apre al New Museum di New York questa settimana, non lo vedrà protagonista. La conferenza inaugurale, con altri artisti, che doveva dare il via all’evento, non lo vedrà partecipe perché Jarrar è trattenuto in Cisgiordania.  Secondo le informazioni raccolte dal blog +972 (piattaforma di informazioni, giornalisti e fotografi contro l’occupazione israeliana), lunedì scorso Khaled Jarrar si stava preparando a lasciare la Cisgiordania quando è stato fermato a  un posto di blocco dall’esercito israeliano. Era al valico di frontiera di Allenby, il ponte che collega il territorio palestinese in Giordania, da dove doveva partire alla volta degli States.  Ha provato a passare più volte e ogni volta gli è stato impedito di attraversare il posto di blocco a causa di un “ordine dell’intelligence”. “Dopo una lunga attesa senza capire cosa stava succedendo, mi hanno informato che per ‘ragioni di sicurezza’ non posso viaggiare fino al 1 agosto, (…)’, riporta Khaled Jarrar sul blog. Ieri è stato il giorno più lungo e il più umiliante della mia vita, uno dei soldati mi ha chiamato ‘zevel’, feccia, in ebraico“.

Massimiliano Gioni, curatore della mostra, ha confermato il tutto al sito ArtNet News: “Il suo lavoro è investito dalla testimonianza della realtà e dal catturare la storia come si dipana davanti ai suoi occhi – ha detto – purtroppo, è fin troppo chiaro che la realtà e la storia fanno a modo loro”.

Khaled Jarrar è particolarmente noto per il suo impegnativo progetto “Vivere e lavorare in Palestina” che lo ha portato alla creazione di una serie di timbri e francobolli “Stato di Palestina” da apporre su passaporto e buste per lettera come forma di resistenza simbolica all’occupazione israeliana. I suoi video Infiltrati (2012), sulle difficoltà incontrate dai palestinesi attraversando il muro di separazione, saranno presentati alla mostra di New York.

Il caso di Khaled Jarrar sembra ben poca cosa rispetto alla tragedia che in questi giorni vivono il milione e mezzo di abitanti di Gaza, eppure ha un alto valore simbolico, proprio per la forte valenza politica dell’opera dell’artista.

Infiltrati “il trailer” Un film di Khaled Jarrar

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto