Keith Haring, la linea politica

Keith Haring, la linea politica

“Keith Haring. La linea politica “, fino al 18 agosto presso il Museo d’Arte Moderna della Città di Parigi


Keith Haring era un artista fantastico: per il segno grafico e il virtuosismo celato dietro la semplicità. Fantastico per la varietà dei materiali, per i formati delle sue opere e soprattutto per la gioiosa espressione di vita, e per il racconto non meno esplosivo che ha fatto della morte e della condizione umana.    Da quando l’AIDS se l’è portato via, nel 1990, a 31 anni, le mostre nel mondo si sono moltiplicate, questa aperta a Parigi da due giorni, è bellissima e monumentale, una sferzata di pura energia vitale in 250 opere: grandi tele, disegni, dipinti, ceramiche, totem ricoperti dall’incredibile segno di quel principe della street art conteso dai principali collezionisti del mondo. Collezionisti generosi, come Sheikha Salama Bint Hamdan Al Nayan (leggasi: famiglia regnante di Abu Dhabi) che ha concesso in prestito al museo l’eroe attraversato da cani, dipinto nel 1982 su un telo giallo come il sole. Immagine guida di una rassegna che attraversa il mondo di Haring in maniera totale e a tratti spettacolare, come nella sala che ospita le tavole dei Dieci Comandamenti: dieci pannelli di sette metri d’altezza nei quali Haring interpreta la Bibbia a modo suo.

Un piccolo passo avanti, i curatori della mostra Dieter Buchhart e Odile Burluraux è questo che chiedono al visitatore. Senza sforzo, superando la superficie easy dell’artista, l’immagine del buffo ragazzo in maglietta rossa e occhiali tondi, immerso in un mondo abitato da omini e lupi, cuori infranti e falli di dimensioni grottesche, si arriva al Keith Haring più vero, quello dell’artista politico. Ogni sua opera un messaggio: contro il razzismo, l’omofobia, il capitalismo selvaggio, l’incubo nucleare, l’ingiustizia, la violenza. Sin da quando disegnava coi gessetti nei sotterranei della metropolitana newyorchese sembrava volesse cambiare il mondo. Fortunatamente il mondo e la fama non l’hanno cambiato e quando la bestia Aids l’ha morso, Keith non se né andato senza prima creare una fondazione di beneficenza per lottare ancora contro il mostro. http://mam.paris.fr/fr (a.d)

 

 

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto