Jeff Koons e la grande scultura vivente del Rockfeller Center

Jeff Koons e la grande scultura vivente del Rockfeller Center

New York: al Rockfeller Center fino al 12 settembre è esposta una monumentale opera fiorita di Jeff Koons


Mentre il Withney museum lo omaggia con una grande retrospettiva, i newyorchesi guardano stupiti a Split-Rocker 2000; così s’intitola la scultura realizzata da Jeff Koons al Rockfeller Center. E’ fatta di acciaio inossidabile, terra e tessuto geotessile, di un sistema di irrigazione interno, piante fiorite e supera i dieci metri d’altezza. Per realizzarla, assieme al paesaggista Matt Donham, Koons ha impiegato cinquantamila fiori e un centinaio di metri cubi di terreno. All’interno un sistema d’irrigazione a goccia suddivide il fabbisogno d’acqua in zone in base all’orientamento del sole e alla pendenza del terreno operando in maniera differente su quaranta aree in totale.  Un’opera di grandissima difficoltà tecnica, dove ci sono piante costrette a crescere a testa in giù, altre lateralmente. Non si esclude che nel corso dell’esposizione possano morirne alcune, ma i “pezzi” di ricambio sono facilmente rintracciabili. Non si tratta di un’opera nuova, Koons l’aveva già mostrata ad Avignone e a Versailles, in Francia, e alla Fondation Beyeler in Svizzera.   Tra scienza, orticoltura e arte topiaria, Koons ha realizzato uno strano incrocio tra un cavallo a dondolo e un dinosauro, ma non è la raffigurazione la cosa importante. Ciò che suggestiona è quest’opera sia viva, e dunque mortale, a ricordarci che anche l’arte muore, se non è morta già.

(immagine: © Jeff Koons. Foto di Tom Powel Imaging via Gagosian.com)

 

 





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