Jason Martin: dipingere come scolpire, la mostra alla Lisson Milano

Jason Martin: dipingere come scolpire, la mostra alla Lisson Milano

Jason Martin: Painting as Sculpture alla Lisson Gallery Milan: inaugurazione il 20 novembre


Per la sua sesta personale in collaborazione con Lisson Gallery, la prima realizzata negli spazi di via Zenale 3 a Milano, l’artista britannico Jason Martin presenta una nuova serie di opere in rame e nichel.

Jason Martin, Mai-suma, 2013, Nickel, Approx. 60 x 45.1 x 4.4 cm, © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London
Jason Martin, Mai-suma, 2013, Nickel, Approx. 60 x 45.1 x 4.4 cm, © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

Con una formazione artistica in pittura a olio e acrilici, Jason Martin inizia a utilizzare nei primi anni ’90 quelli che diverranno i suoi materiali d’elezione, trascinando, grattando, pettinando, rastrellando, spazzolando via il colore sulla superficie di tele e pannelli di alluminio, fino a far colare il colore dai bordi, e a dare consistenza e movimento alle superfici. Questo processo performativo alla base delle sue creazioni diventa più complesso nelle ultime serie di opere in metallo fuso, disponibili solamente attraverso Lisson Gallery. Gli spessi segni dell’impasto di pittura sono stati solidificati in metallo alla maniera delle tradizionali sculture o statue di bronzo, e realizzati con bruschi, quasi barocchi, colpi di materiale scolpito a mano.

Questa serie di otto bassorilievi simili a gioielli oscillano tra dualità di registri: pittura e scultura, singolare e seriale, movimento e stasi, e persino tra astrazione e figurazione, come se ogni spettatore si rispecchiasse nelle levigate sezioni non dipinte dei supporti. I vortici e i rivoletti serpeggianti ottenuti tramite il gesto pittorico formano mulinelli senza fine che si scontrano. E tuttavia la lucentezza metallica rifiuta e respinge l’interpretazione facile, rendendo questi oggetti adamantini e al tempo stesso seduttivi e impenetrabili.

Jason Martin, Breijinho, 2012, Pure pigment on aluminium (alizarin violet), 178 x 158 cm, © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London
Jason Martin, Breijinho, 2012, Pure pigment on aluminium (alizarin violet), 178 x 158 cm, © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

Per la realizzazione dell’opera esposta all’esterno, Jason Martin si è spinto ancora più in là nell’esplorazione del legame tra pittura e scultura, con una nuova opera scultorea fissata al suolo:  una sorta di gigantesco baccello di origine aliena o un meteorite cromato, schiantatosi nel cortile della galleria. Anch’essa fatta di acciaio lucidato con la tecnica dell’elettrolucidatura, quest’opera composita è realizzata con pezzi di corteccia di sughero vergine che Martin ha trovato nei dintorni del suo studio in Portogallo. La sua astratta e nodosa superficie esterna conduce a un’ulteriore rimozione dalla nozione di espressione artistica del “fatto a mano” che normalmente è ascritto alla pittura.

Jason Martin mette in atto oscillazioni tra scultura e pittura, con il vigore dell’action painting ma con mano controllata. È probabilmente noto soprattutto per i suoi monocromi, dove strati di pittura a olio o gel acrilico sono trascinati su superfici dure come alluminio, acciaio inossidabile o plexiglas con un pezzo di metallo a forma di pettine o una tavola in un unico movimento, spesso ripetuto molte volte. Le striature catturano la luce, le loro consistenze ritmiche suggeriscono i rilievi su un disco vinile, ciocche di capelli bagnati, le venature di una piuma – e i titoli flirtano con le associazioni (Comrade, Amphibian, Corinthian). Martin si sbarazza completamente dei colori nelle sue opere di rame, bronzo e nichel appese al muro, le cui superfici sono oleose ma congelate. Nelle sue opere di puro pigmento, il colore vivido è applicato ai pannelli modellati, le cui contorsioni barocche appaiono come un estremo primo piano della palette del pittore. Queste superfici crude ma allo stesso tempo elaborate trovano il loro uguale e opposto nella recente scultura Behemoth (2012), dove l’oggetto (un’enorme pila cubica di sughero sul pavimento), è impregnata di pigmento nero, che lo rende una massa di superficie. (r.v)

Jason-Martin-Zocalo-2013-Copper-45-x-33-cm-©-the-artist-Courtesy-Lisson-Gallery-London.jpg
Jason-Martin-Zocalo-2013-Copper-45-x-33-cm-©-the-artist-Courtesy-Lisson-Gallery-London.jpg




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