Jannis Kounellis torna a Casa(madre)

Jannis Kounellis torna a Casa(madre)

Napoli – Nello spazio espositivo di palazzo Partanna, dove negli anni ’70 Lucio Amelio realizzò la sua memorabile esperienza d’arte contemporanea, torna a esporre dal 15 maggio Jannis Kounellis. A poco meno di un anno dalla grande mostra d’apertura, Casamadre di Edoardo Cicelyn riporta in piazza dei Martiri uno dei protagonisti della stagione migliore del contemporaneo a Napoli


casamadre_kounellis_itaDell’allestimento della mostra che riporterà Kounellis in quegli spazi che tante volte lo videro protagonista (con un Lucio Amelio, oggi, a 20 anni dalla morte sempre e più che mai evocato), si sa poco. L’indizio è l’immagine guida della mostra, foto scattata nel 1971, nella stessa galleria di Amelio, dove un irriconoscibile Kounellis si mostra in termini “fiammeggianti” davanti ad una sua opera. Evocativo quello che aggiunge Cicelyn. “La sinfonia scabrosa delle partiture visive di Kounellis, se dista anni luce dallʼesperienza della pop art americana,  non ne è neanche il contrappunto in chiave esistenzialistica, di ruvida esposizione della poeticità del quotidiano. E’ come sempre e da sempre pittura, un grande affresco dipinto sui muri della nostra storia culturale:  muri che spesso si chiudono per diventare il labirinto nel quale ci orientiamo con grande fatica alla ricerca della porta  da cui siamo entrati. Il testo della pittura è questo viaggio di ritorno per ritrovare l’origine e per rifondare la centralità  di ogni immagine nuova nella lingua antica della comunità a cui apparteniamo insieme, artisti e spettatori. E in questo senso il pittore moderno è anche scrittore e filosofo, perché il suo testo drammatico oggi può essere riletto come un romanzo di formazione culturale, scritto nellʼEuropa del dopoguerra, per indicare il senso originario di un mondo che,  nonostante le avverse profezie tecnologiche e le cattive ideologie postmoderniste, mantiene uno spessore e un peso reali. Eʼ il mondo a cui tutti noi apparteniamo: venuto dalla terra, abitato dallʼuomo e lavorato come il ferro o il carbone,  odoroso come il caffé o pesante come il piombo, ma prezioso come lʼoro”. www.lacasamadre.it





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