James Franco: Rebel è in mostra al Moca di Los Angeles

James Franco: Rebel è in mostra al Moca di Los Angeles

Rolling Stone intervista James Franco durante la presentazione della sua mostra collettiva a Los Angeles.


Bello e impossibile. Bello e possibilissimo. Bello e come se non bastasse, anche appassionato di Arte. Arte con la A maiuscola. Arte,quella cinematografica di cui ne ha fatto anche un lavoro, ma anche Arte intesa – per capirci – come quella dei pittori, degli scultori, dei fotografi e anche quella teatrale.

James Franco per l’ennesima volta ha dimostrato di essere oltre che un attore, un vero e proprio personaggio, un artista. Cresciuto in una famiglia di scrittori e attivisti, Franco ha da sempre sviluppato un forte interesse per le cose a 360° e stavolta lo ha dimostrato attraverso il lancio di un collettivo e della loro relativa mostra al Moca di Los Angeles. Il collettivo si chiama Rebel e in un’intervista a Rolling Stone Italia, James Franco ne svela tutti i segreti e ce lo racconta.

“Il titolo del progetto è ispirato all’opera cinematografica di Nicolas Ray, con James Dean,Rebel Without a Cause, del 1955. Si tratta di un film leggendario, per i temi toccati, per le atmosfere, i personaggi, i dialoghi, il tema della gioventù bruciata, i luoghi mostrati. Tutti questi elementi sono la fonte principale dell’esposizioneRebel. Cerco di portare una nuova prospettiva su questo materiale. Mi piace parlare di un progetto che è un omaggio che interroga al contempo questo film. Ci sono video installazioni, fotografie, pitture, disegni e sculture, tutte opere che sono legate all’essenza del film”

In un’unica mostra, Franco ha riunito artisti del calibro di Douglas Gordon, Harmony Korine, Damon McCarthy, Paul McCarthy, Terry Richardson, Ed Ruscha e Aaron Young. Cos’hanno in comune?

“Tutti loro sono ispirati costantemente dal mondo di Hollywood e usano questa influenza come materia prima per elaborare le loro opere. Che poi diventano qualcosa d’altro, di nuovo. Di ribelle, appunto! Diventano sculture, installazioni contemporanee. Ed Ruscha, per esempio, lo considero un pittore, ma le sue immagini hanno un’atmosfera cinematografica unica capace di ritrarre le icone di Los Angeles e questo suo aspetto mi interessava per il progetto qui al MOCA”

E ancora prosegue ancora:

“Sono artisti che ammiro molto, perché capaci di studiare il materiale originale con una nuova prospettiva. Per esempio, Paul McCarthy è molto bravo a esplorare le dinamiche sessuali del mondo di Hollywood… È stata un’esperienza fantastica, ho potuto collaborare con tutti i miei eroi della scena contemporanea… È stata una nuova avventura, anche difficile a tratti, ma li considero fra i migliori artisti attivi oggi sulla scena contemporanea ed è stato molto soddisfacente. E il risultato finale incarna perfettamente le mie intenzioni”

Per vedere James Franco in versione cinematografica dovremo attendere l’uscita nelle sale di Child of God, ispirato al libro di Cormac McCarthy del 1973 e poi in Spring Breakers di Harmony Korine. E per tutti gli appassionati, vi confermiamo la sua presenza al Festival del Cinema di Roma in autunno.

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto