Jackson Pollock, un caso per la scientifica

Jackson Pollock, un caso per la scientifica

Due donne innamorate dello stesso uomo, un artista alcolizzato morto prematuramente, un piccolo dipinto che potrebbe fare la fortuna di chi ne entrasse in possesso… un caso d’arte diventato da CSI, al centro del quale troviamo il fantasma dissoluto di Jackson Pollock


Per quasi 60 anni, un piccolo dipinto con turbinii e macchie di rosso, nero e argento si è affermato come simbolo di inimicizia tra due donne: Lee Krasner , vedova di Jackson Pollock , e Ruth Kligman, la sua amante”, l’attacco dell’articolo del NYT che pone all’evidenza la singolare vicenda.

Fino alla sua morte, nel 2010, la signora Kligman, anche lei artista, ha sostenuto con insistenza che il dipinto fosse una lettera d’amore per lei creata da Pollock, nell’estate del 1956, poche settimane prima di morire in un incidente d’auto. Stando alle memorie della donna, l’artista si presentò a casa sua (era in una fase drammatica della sua vita) dicendole «Ecco la tua pittura , il molto vostro Pollock “.
jp-POLLOCKSta di fatto che il dipinto è stato respinto da un gruppo di esperti assoldati dalla fondazione istituita dalla signora Krasner per autenticare e catalogare tutte le opere di Pollock. E’ a  questo punto che la parte avversa ha chiesto la consulenza di un esperto forense, l’ex detective Nicholas DK Petraco che s’è avvicinato all’opera come se fosse un corpo di reato. Dopo decenni di esperienza con il laboratorio crimine del Dipartimento di Polizia di New York, Petraco ha guardato oltre il dipinto, alla ricerca di “corpi estranei” rimasti imprigionati nella vernice: polvere, capelli, fibre o altri detriti che potrebbero essere caduti sulla superficie e sotto la vernice. Tra gli indizi che confermerebbero che Pollock avrebbe eseguito il dripping nel cortile della sua abitazione, la presenza di un pelo d’orso polare, una rarità in un paese che ha vietato l’importazione dei prodotti di orso polare per più di 40 anni. E guarda caso un tappeto di orso polare aveva adornato il pavimento del soggiorno dell’artista.

Ma Francis O’Connor, che è ampiamente considerato come una delle massime autorità su  Pollock, resta convinto che il dipinto non sia autentico, ovvero, ammette che può essere stato fatto nel cortile di Pollock, ma questo non significa che sia stato fatto dalla sua mano. La differenza di opinione non è argomento salottiero ma potrebbe valere milioni. “Rosso, Nero e Argento” se etichettato come “attribuito a Pollock” avrebbe una stima di non più di 50.000 dollari , ha detto al NYT Patricia G. Hambrecht , direttore business development della casa d’aste Phillips, dove il dipinto è in deposito. Se fosse giudicato un Pollock, il valore stimato potrebbe salire a sette cifre. (a.d)

Foto di testa: Ed Harris (come Jackson Pollock) in POLLOCK (2000, film diretto dallo stesso Ed Harris)





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