Rotonde all’italiana

Rotonde all’italiana

E’ un tipico caso italiano. L’urbanistica, spesso, non è il nostro forte, dobbiamo ammetterlo. Piani sciagurati e inadatti, previsioni di…


E’ un tipico caso italiano. L’urbanistica, spesso, non è il nostro forte, dobbiamo ammetterlo. Piani sciagurati e inadatti, previsioni di crescita sproporzionate, costruzioni alle volte improponibili, orizzontalità e anti verticalità. In tutto il panorama di obrobri edilizi italiani si sono affacciate, da non molto, le rotonde stradali. Invenzioni spesso “finanziario-contabili” più che urbanistiche anti traffico, questi mostri di asfalto sono stati risolti in svariati modi, alcuni meritevoli, altri decisamente meno. Vediamo come.

Casale Monferrato. Piccola cittadina in provincia di Alessandria, è stata invasa da queste soluzioni per il traffico -davvero poco prorompente. All’unica rotonda con giardino interno (davvero molto apprezzata) sono state affiancate le molteplici rotonde sovvenzionate da aziende locali. Aratri, colate di cemento, fusioni in bronzo chiassose, totem di alluminio. Questa città è davvero il catalogo per rotonde (brutte).

Biella. La piccola capitale del tessile è stata soffocata da rotonde. Cocci di vetro si stagliano in una, opere d’arte sconclusionate in un’altra.

Piombino. La città toscana in provincia di Livorno, famosa più per il porto che per altro, propone agli occhi dei turisti prossimi ad imbarcarsi per l’Elba o per la Corsica rotonde di puro asfalto nero, colate che cocciano decisamente con il mare che, timido e un pò grigio.

Bergamo. L’Italcementi ha deciso di donare alla città di Bergamo un’opera di Mauro Staccioli da riporre all’interno di una maestosa rotonda stradale. L’opera dell’artista italiano ha portato nella città stupore e gratitudine. Un memore ricordo di grandezza estetica.

Questi sono solo alcuni esempi di rotonde, piccoli mostri e idee felici. Quali le altre?





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